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è giusto vietare certi nomi?

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Re: è giusto vietare certi nomi?

Messaggioda sandrine » lun gen 05, 2009 1:11 am

Scusate non sono forte in italiano; sono francese, vi dico se ho capito il argomento come passa la cosa in Francia. Prima di anni 90 si doveva mettere solo un nome del calendario, oppure un nome diverso per genitori stranieri. Il risultato era che tutti avevano i stessi nomi. Quando sono bambina io avevo in classe due altre ragazze di nome Sandrine, c'era anche due Nathalie, tre Sophie, tre David, perfino quatro Alexandre. Ora la cosa è tutta libera, ogniuno scelie il nome che vuole e puo essere originale come vuole. Io per esempio vorrei un nome italiano, perche i nomi italiani sono bei e perche il mio nonno era italiano, una volta non lo potevo fare, ora si, e secondo mé è importante che i genitori sono liberi di scegliere: se voglio Venerdi deve essere venerdi, se voglio Andrea deve essere Andrea, ragazzo o ragazza, non importa, se voglio fare un nome che mi piace perche non lo porta nessuno, devo fare come mi piace io, no come piace estato civile; credo che è giusto cosi.
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Re: è giusto vietare certi nomi?

Messaggioda Paradize72 » gio apr 23, 2009 1:57 pm

Bé, per quanto mi riguarda, il nome Venerdì non mi sembra più assurdo o ridicolo di Domenica. Insomma, è un giorno della settimana, quindi non mi sorprende più di tanto che sia dato quale nome per un bimbo!
Secondo me bisogna aprire un po' gli orizzonti e incominciare ad accettare ciò che di solito qui è, per così dire, "inusuale".
Io per esempio mi chiamo Soledad, è un nome spagnolo che vuole dire solitudine. A me personalmente non piace ed ho sempre invidiato il nome di mia sorella che si chiama Claudia Andrea.
Da noi, in sudamerica, il nome Andrea per una bambina è molto diffuso. Si usa Andreas se è maschio. Abbiamo seguito l'usanza germanica.
Mio figlio si chiama Liam. E' un nome irlandese ed è il diminutivo di William che tradotto in italiano sarebbe Guglielmo. Non avrei mai chiamato mio figio Guglielmo!
A me piacciono i nomi che suonano bene, che hanno un timbro per così dire, "dolce" e che non siano banali o troppo usati, della serie marco, luca, ecc..
Per questo motivo ritengo che il nome deve essere una scelta "libera"...con delle eccezioni, ovviamente, perché se mi viene in mente di chiamare il figlio "cesso" qualcuno deve pur potermi fermare! Cioé, alla fine tutti i nomi vanno bene, basta che non siano osceni o offensivi nei confronti della bimba o bimbo.
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Messaggioda SiL » mar lug 14, 2009 12:33 pm

Josephine ha scritto:se un bambino viene preso in giro è certamente doloroso per lui e la sua psiche, ma forse può contribuire (aiutare), dopo anni, a renderlo un po' più forte, ed a insegnargli a difendersi con le parole, intelligenti e non offensive, dalle denigrazioni dei cretini!

Perdonami Josephine per il ritardo della risposta, avevo completamente perso di vista questa discussione. Effettivamente ho dedotto qualcosa che non avevi scritto, ma tornando alla questione di tale Venerdì (e tralasciando quindi occhiali, apparecchi e lentiggini, perché in quel caso sarei d'accordo con te), come potrebbe questo bambino difendere il suo nome tra i compagni quando al 90% sarà il primo ad esserne schifato?

se gli dai un nome un po' particolare, è logico che dovrai aspettarti che qualcuno denigri tuo figlio.E allora dovresti preparare tuo figlio a rispondere a tono.

Sempre se non sarà questo figlio a rispondere a tono ai genitori stessi.
Per me si tratta di un discorso surreale. Ti basti pensare che conosco persone con nomi comunissimi e per niente stravaganti (ti parlo di qualcosa di molto tranquillo tipo Anna, dove entra in gioco soltanto il gusto personale) che minimo fino alle scuole medie hanno finto di chiamarsi in un altro modo nonostante avessero l'opportunità di familiarizzarci attraverso parenti, amici, libri, televisione e quant'altro. Immagina un Venerdì invece, il suo nome al massimo lo trova sui calendari e sul diario di scuola. Dai, ma come si fa a giustificare una scelta del genere?

Ma le ragazze, donne, anche di una certa età, che conosco e che si chiamano "andrea" non hanno mai avuto grossi problemi ad accettare il loro nome.
Ormai è diventato tradizionale!

Ma tu non vivi in Italia, giusto? O ti riferisci a donne italiane? In ogni caso anche Sabato e Domenica, sebbene siano nati per indicare i giorni della settimana, sono ormai diventati nomi di persona per giunta tradizionali. Ma cosa succederebbe se iniziassero a diffondersi anche i vari Martedì e Giovedì, Dicembre e Luglio? A questo punto non escluderei di poter assistere ad una scena di vita quotidiana in cui la famiglia è a tavola per il pranzo e la madre si rivolge alla figlia dicendo «Forchetta, passami la forchetta!» (per la serie «Ciao Venerdì, ci vediamo venerdì!»)
Di questo passo dove andremo a finire? Ma per carità, i nomi propri di persona (ben distinti da quelli di mesi, giorni della settimana, festività e cose varie) esistono apposta, e se per quanto riguarda il nostro Paese possiamo addirittura vantare un patrimonio onomastico invidiabile (almeno quello!), perché ricorrere a scelte del cavolo tipo Venerdì soltanto per fare gli originali a tutti i costi e in questo caso, a spese di un bambino?

vidiriana'83 ha scritto: Il punto debole del tuo ragionamento, ti chiedo scusa, mi sembra il fatto di considerare i nomi come una realtà immutabile

Viridiana, mi piace leggerti e quello che dici mi ha fatto riflettere molto; io quasi preferisco considerare i nomi per quello che originariamente sono, così come preferisco pensare che nessun processo di evoluzione linguistica negli anni possa mai condurre il concetto di virilità ad avere anche valenza femminile, perché fin'ora mi è sembrato di assistere soltanto a vari episodi che inevitabilmente condurranno al degenero, quello che poi i nostri nipoti e pronipoti considereranno normalità.
Inoltre, che il nome di una pietra preziosa diventi anche un nome proprio femminile è un conto, ma che succeda la stessa cosa per un nome maschile che inevitabilmente rimanda alla forza virile direi che è assurdo.
Ricordo che al primo anno di liceo una mia compagna di classe, Antea, si rese conto, traducendo una versione, che il suo nome significa fiore. Immagina invece un'altra ragazzina, Andrea, che sfoglia il dizionario di greco... o semplicemente guarda un comunissimo sito internet. Sarà un mio limite, sicuramente, ma una scelta del genere da parte di un genitore non riesco proprio a concepirla come sensata o anche solo minimamente ragionata. Perché poi vorrei proprio sentirle le motivazioni di chi vuole chiamare Andrea una figlia. Allora perché non Luca? Gianluca? E a Nicola non ci avevate pensato? ._.

Però la categoria "maschile" "femminile" e "unisex" è una descrizione a posteriori, e non una caratteristica inerente.

Potrebbe anche essere come dici tu, tuttavia per Andrea che ha così chiara quale sia la categoria di appartenenza, non riesco a vederla in questo modo.
Per il resto mi dispiace, ma non so abbastanza di onomastica anglosassone da poterne discutere...

stefy83 ha scritto:OGNUNO HA IL DIRITTO DI CHIAMARE COME VUOLE IL PROPRIO BIMBO/A!!
IO, INFATTI, VORREI CHIAMARLA SASHA, ANCHE SE TUTTI MI DICONO CHE E' MASCHILE...

Ci mancava registrare i figli all'anagrafe con un diminutivo invece che con un nome vero e proprio. Ma dico io, compratevi un criceto se proprio sentite l'esigenza di farvi passare certi sfizi...

baciovelenoso ha scritto:Béh ci sono nomi da vietare e nomi no....

Esempi?

cmq il nome andrea in italia avrà il significato UOMO...io vivo in svizzera...e andrea é un nome esclusivamente femminile al maschile sarebbe andreas....parlo della svizzera...

e in altri paesi andrea ha altri significati...

E quali sarebbero? Secondo te, etimologicamente, da dove viene quell'Andreas? La radice del nome è sempre la stessa, indipendentemente dall'uso che ne fate in Svizzera. Ma del tuo Paese come di altri posti so poco o nulla, quindi mi limito a dire che Andrea qui in Italia, dove vivo io, su una bambina non è consono e mi fa ridere (naturalmente sono da deridere i genitori, non la bambina).

é ridicolo sentire da certa gente..."sei italiana, hai il cognome italiano allora devi dare un nome tradizionale" ma dove cé scritto??? scusa a quante cose ci siamo "modernizzato"???? peró a dare i nomi ai figli dobbiamo rimanere nell'800?! diciamo la verità---siamo un pó ridicoli!!!

Per me è ridicolo soltanto chi, per assecondare uno sfizio personale, complica inutilmente la vita di suo figlio. Esistono tantissimi nomi ricchi di storia e portabilissimi ancora adesso, concordo con te nel dire che Agrippina non lo sarebbe, tuttavia ti confesso che lo preferirei ad una Andrea perché, a meno che i genitori non siano cretini e vogliano prendere in giro la figlia, dietro una scelta del genere ci sarebbe sicuramente stato un po' di ragionamento.
Stessa cosa vale per una coppia italiana che dà al proprio figlio un nome straniero: personalmente non ne ho ancora trovato uno che mi piaccia, ma qualora questi due ipotetici genitori di riferimento fossero fortemente motivati a scegliere Kevin per qualsivoglia ragione personale e non semplicemente perché vogliono fare gli alternativi e/o perché al momento fa figo, allora ti assicuro che sarei la prima ad appoggiarli.
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Re: è giusto vietare certi nomi?

Messaggioda suster » gio apr 15, 2010 3:43 pm

Io sono decisamente d'accordo con la Littizzetto: avrei almeno impedito a quel povero bimbo di venir chiamato Silvio Berlusconi! (O forse si scrive tutto attaccato Silvioberlusconi?) :? :cry: :x :(
What's in a name? that which we call a rose, by any other name would smell as sweet

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Re: è giusto vietare certi nomi?

Messaggioda carletta » mer apr 28, 2010 1:46 pm

questo week end ho incontrato una mia parente 15enne, e ho scoperto che in questo momento le piacerebbe molto chiamarsi andrea :? e così molte sue compagne
io ho un nome straniero e mi piace molto
sul discorso presa in giro, bè guarda concordo con gli altri che ci si prende in giro per qualunque cosa, certo un conto è dare un nome inusuale che pur rischiando la presa in giro, ha comunque per i genitori un significato di cui rendere partecipe il figlio, un conto è il nome "venerdì" , ma un nome tipo Noè?Secondo voi è ridicolo?Eppure è un nome biblico e anche importante, e qui alle elementari ce ne sono più di uno
Quindi...quale è il limite?
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Re: è giusto vietare certi nomi?

Messaggioda bella90 » sab mag 01, 2010 10:42 am

Secondo me su alcuni nomi dovrebbero dare libera scelta,ma ad alcuni nomi ridicoli no! Comunque io non ce lo vedo Andrea per una femminuccia e Venerdì secondo me è un nome troppo ridicolo.
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Messaggioda SiL » sab lug 24, 2010 12:07 pm

carletta ha scritto:questo week end ho incontrato una mia parente 15enne, e ho scoperto che in questo momento le piacerebbe molto chiamarsi andrea :? e così molte sue compagne

Dicesi moda. Anche se quindici anni non sono pochi per rendersi conto di una cosa prima di decidere di seguirla...

un conto è il nome "venerdì" , ma un nome tipo Noè?Secondo voi è ridicolo?Eppure è un nome biblico e anche importante, e qui alle elementari ce ne sono più di uno
Quindi...quale è il limite?

Il concetto di ridicolo è soggettivo a quanto pare; secondo me Noè è semplicemente un nome insolito (altro punto di vista molto personale: tu l'hai sentito su più di un bambino, io non ne ho mai conosciuto uno in vita mia) ma per nulla paragonabile ad un ipotetico Venerdì, in quanto è ben consolidato nella tradizione onomastica (basta pensare che, appunto, lo troviamo nell'Antico Testamento) e nasce esclusivamente come nome proprio di persona.
Dunque, per quanto riguarda il limite, ti quoto un mio precedente messaggio:

SiL ha scritto:i nomi propri di persona (ben distinti da quelli di mesi, giorni della settimana, festività e cose varie) esistono apposta, e se per quanto riguarda il nostro Paese possiamo addirittura vantare un patrimonio onomastico invidiabile (almeno quello!), perché ricorrere a scelte del cavolo tipo Venerdì soltanto per fare gli originali a tutti i costi e in questo caso, a spese di un bambino?
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Re: è giusto vietare certi nomi?

Messaggioda parfom » mer nov 30, 2011 4:37 pm

:D
Josephine ha scritto:
Sinceramente la mia risposta è: non lo so. Istintivamente cercherei di oppormi all'idea che ai bimbi si mettano nomi assurdi, però rimane molto difficile stabilire il confine fra l'assurdo e il non assurdo. Io ho una mia idea del nome assurdo, ma potrebbe non essere condivisa da altri. Nei paesi anglosassoni per esempio è quasi normale il fatto di inventare dei nomi, o di usare cognomi come nomi. Lì per molti genitori potrebbe essere più assurdo chiamare una bambina Dorothy che Friday, dato che il primo è spiccatamente fuori moda mentre il secondo potrebbe apparire moderno e originale. Anche da noi del resto molti troverebbero, anzi trovano, più assurdo Concetta di Chanel, o Ugo di Venerdì.
Andrea al femminile non è un nome che personalmente metterei, ma è veramente così assurdo? in altri paesi esistono nomi sia maschili che femminili, e non sembra che ci siano problemi particolari. Io sarei favorevole a vietare i nomi particolarmente strani, ma con quali criteri?
Poi ho riflettuto anche sull'affermazione dei coniugi "Venerdì": hanno detto che se si fossero chiamati Agnelli o Totti la loro scelta sarebbe stata accettata, ed è probabilmente vero. Allora, basta avere soldi per fare quello che si vuole? a questo punto, almeno in Svezia non si discrimina nessuno.


Quoto Viridiana.
Credo che il confine tra il ridicolo e il normale sia troppo personale per farne una legge.
Certo, anche a me alcuni nomi fanno ridere, ma i gusti sono diversi.
E non sono per niente d'accordo con il vietare il nome "Andrea" per le femmine se non seguito da un altro nome.
Sono secoli che ci sono ragazze che si chiamano così, e io lo ritengo un bel nome,soprattutto femminile.
Voglio dire, sulla carta di identità il sesso è indicato,non ci si confonde certo, e per le prese in giro...ma per favore!
Se non è il nome è per il cognome, per l'apparecchio,per la statura, per le lentiggini!
Insomma, non è che evitando nomi "ridicoli" (ed insisto...il ridicolo è molto relativo) si evita al bambino di venire deriso!
E poi trovo che ad una certa età le prese in giro aiutino a prepararsi ad affrontare la vita reale.
Trovo davvero brutto che un tribunale decida il nome di mio figlio.Magari a lui non piacerà, ma chi dice che ad un Matteo o ad una Maria piacciano i loro nomi?
Le uniche persone che hanno voce in capitolo sono i genitori.

(Forse il mio giudizio è influenzato dal fatto che qui in Inghilterra, come ha detto Viridiana, è una prassi inventare nomi per i propri figli, è concepito come una cosa dolce, carina, moderna!)
Sono assolutamente d'accordo con le due persone sopra intervenute.
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Re: è giusto vietare certi nomi?

Messaggioda Loqidor » mar apr 09, 2013 10:48 pm

Io sono molto tradizionalista a livello di nomi (non sceglierei mai un nome straniero, e ho già difficoltà coi nomi adespoti, figuriamoci con quelli inventati).
Detto questo, il buon gusto non si può imporre per legge; dunque per me né Venerdì né Andrea dovrebbero essere vietati.
Fermo restando, ovviamente, che è invece giusto imporre la decenza, anche per tutela dei bimbi, e dunque che nomi palesemente indecenti/volgari/blasfemi è giusto vietarli.

D'altro canto penso anche che, dal momento che i nomi già disponibili sono MIGLIAIA, voler per forza scegliere qualcosa di diverso denoti un'artificiosità insopportabile e un protagonismo kitsch (per me, ovviamente).
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Re: è giusto vietare certi nomi?

Messaggioda LuckeyWlas » ven giu 19, 2015 5:13 am

Vorrei quotare "Had".
Perdonatemi ma, che senso ha dire che è assurdo usare nomi dei giorni della settimana, quando è da secoli che vengono usati "Domenico" (che è comunissimo) e Sabato/Sabatino?
Diciamo, piuttosto, che è propriamente Venerdì ad essere insolito.

Personalmente credo che al di là dell'essere comuni o meno, siano il suono ed il significato dei nomi, ad essere realmente importanti; badando di certo alla "pesantezza" che un nome può avere. Qualche esempio (che si collega pure alla questione "Venerdì"):
"Africa" (tanto per citarne uno) ha un bel suono, e rieccheggia storia, calore, danze tribali e quant'altro, ma personalmente non lo darei ad una bambina, perché immagino sarebbe un nome troppo grande per lei. Lo stesso concetto varrebbe per "Asia", ma sta di fatto che quest'ultimo, essendo già più che usato, ha acquisito quel carattere "umano" che lo rende meno "pesante" come nome.

Detto questo, ricordiamoci che un bambino non può certo restare sconvolto del proprio nome, per lui sarà sempre naturale considerando che non conosce il mondo, e che da adulto tutto 'sto gran dolore non lo patirà. (Ma voglio precisare che con ciò non intendo che di una simile cosa se ne si possa abusare, c'è bisogno di tanto amore nello scegliere il nome di qualcun'altro).
E ricordiamoci pure che ci sono persone come me che hanno maledetto i cieli per anni, chiamandosi "Maria"; vuoi perché sono costretta a voltarmi 20 volte al giorno quando qualcuno chiama un altro qualcuno che non sono io, vuoi che mi arrivino deficienti con la faccia da pesce che, puntualmente, esclamano "Uuuuh il nome della Madonna" -.- (non che ce l'abbia con la Madonna, ma vorrei capire quest'esclamazione di routine che senso ha! Insomma, capiatemi: già ho un nome depersonalizzante, se poi, quando mi presento, mi si tira pure fuori un'altra persona io ci resto male).
E ci sono anche donne/ragazze come mia sorella con nomi bellissimi (Elena) che però inevitabilmente attraggono l'istinto di scemenza dei giovini (per coloro a cui non fosse chiaro, mi riferisco ad Elena di Troia); o anche come mia madre (Maddalena).

Vietare certi nomi, si. Come si diceva in un precedente commento, se dei genitori decidono di chiamare un bambino "Cesso" (ma anche con nome e cognome di dato individuo, vuoi che sia "Silvio Berlusconi" o "Corto Maltese") devono decisamente essere fermati. Ma se io un giorno vorrò chiamare mia figlia "Seneca" o "Senna" (come il fiume), ma anche "Venerdì" chi è che dovrebbe avere il diritto di impedirmelo (buon senso a parte)?

Ps. Anch'io molto probabilmente chiamerò mio figlio Sasha (perché ha un bellissimo suono ed un significato perfettamente attinente alle mie e, di conseguenza, sue origini), e non credo sia affatto un problema il fatto che originariamente sia un diminuitivo, anzi; io lo trovo molto dolce. Per di più sarà sicuramente accompagnato ad un altro nome (sempre breve e che crei un bel suono unito al primo) che eventualmente sarà scelto dal/con il papà.
Di quel che possano dire le "autorità" me ne frego un bel niente. E della questione di battesimo ancor meno, dal momento che non lo avrà fin quando non sarà abbastanza grande da poterlo decidere da solo (ripeto che non c'è l'ho con la chiesa o la Madonna XD)
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Re: è giusto vietare certi nomi?

Messaggioda LuckeyWlas » ven giu 19, 2015 5:40 am

Pps. E la tracotanza con la quale viene definita la scelta di "Sasha" uno "sfizio", francamente non la capisco.
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