Josephine ha scritto:se un bambino viene preso in giro è certamente doloroso per lui e la sua psiche, ma forse può contribuire (aiutare), dopo anni, a renderlo un po' più forte, ed a insegnargli a difendersi con le parole, intelligenti e non offensive, dalle denigrazioni dei cretini!
Perdonami Josephine per il ritardo della risposta, avevo completamente perso di vista questa discussione. Effettivamente ho dedotto qualcosa che non avevi scritto, ma tornando alla questione di tale Venerdì (e tralasciando quindi occhiali, apparecchi e lentiggini, perché in quel caso sarei d'accordo con te), come potrebbe questo bambino difendere il suo nome tra i compagni quando al 90% sarà il primo ad esserne schifato?
se gli dai un nome un po' particolare, è logico che dovrai aspettarti che qualcuno denigri tuo figlio.E allora dovresti preparare tuo figlio a rispondere a tono.
Sempre se non sarà questo figlio a rispondere a tono ai genitori stessi.
Per me si tratta di un discorso surreale. Ti basti pensare che conosco persone con nomi comunissimi e per niente stravaganti (ti parlo di qualcosa di molto tranquillo tipo Anna, dove entra in gioco soltanto il gusto personale) che minimo fino alle scuole medie hanno finto di chiamarsi in un altro modo nonostante avessero l'opportunità di familiarizzarci attraverso parenti, amici, libri, televisione e quant'altro. Immagina un Venerdì invece, il suo nome al massimo lo trova sui calendari e sul diario di scuola. Dai, ma come si fa a giustificare una scelta del genere?
Ma le ragazze, donne, anche di una certa età, che conosco e che si chiamano "andrea" non hanno mai avuto grossi problemi ad accettare il loro nome.
Ormai è diventato tradizionale!
Ma tu non vivi in Italia, giusto? O ti riferisci a donne italiane? In ogni caso anche Sabato e Domenica, sebbene siano nati per indicare i giorni della settimana, sono ormai diventati nomi di persona per giunta tradizionali. Ma cosa succederebbe se iniziassero a diffondersi anche i vari Martedì e Giovedì, Dicembre e Luglio? A questo punto non escluderei di poter assistere ad una scena di vita quotidiana in cui la famiglia è a tavola per il pranzo e la madre si rivolge alla figlia dicendo «Forchetta, passami la forchetta!» (per la serie «Ciao Venerdì, ci vediamo venerdì!»)
Di questo passo dove andremo a finire? Ma per carità, i nomi propri di persona (ben distinti da quelli di mesi, giorni della settimana, festività e cose varie) esistono apposta, e se per quanto riguarda il nostro Paese possiamo addirittura vantare un patrimonio onomastico invidiabile (almeno quello!), perché ricorrere a scelte del cavolo tipo Venerdì soltanto per fare gli originali a tutti i costi e in questo caso, a spese di un bambino?
vidiriana'83 ha scritto: Il punto debole del tuo ragionamento, ti chiedo scusa, mi sembra il fatto di considerare i nomi come una realtà immutabile
Viridiana, mi piace leggerti e quello che dici mi ha fatto riflettere molto; io quasi preferisco considerare i nomi per quello che originariamente sono, così come preferisco pensare che nessun processo di evoluzione linguistica negli anni possa mai condurre il concetto di virilità ad avere anche valenza femminile, perché fin'ora mi è sembrato di assistere soltanto a vari episodi che inevitabilmente condurranno al degenero, quello che poi i nostri nipoti e pronipoti considereranno normalità.
Inoltre, che il nome di una pietra preziosa diventi anche un nome proprio femminile è un conto, ma che succeda la stessa cosa per un nome maschile che inevitabilmente rimanda alla forza virile direi che è assurdo.
Ricordo che al primo anno di liceo una mia compagna di classe, Antea, si rese conto, traducendo una versione, che il suo nome significa fiore. Immagina invece un'altra ragazzina, Andrea, che sfoglia il dizionario di greco... o semplicemente guarda un comunissimo sito internet. Sarà un mio limite, sicuramente, ma una scelta del genere da parte di un genitore non riesco proprio a concepirla come sensata o anche solo minimamente ragionata. Perché poi vorrei proprio sentirle le motivazioni di chi vuole chiamare Andrea una figlia. Allora perché non Luca? Gianluca? E a Nicola non ci avevate pensato? ._.
Però la categoria "maschile" "femminile" e "unisex" è una descrizione a posteriori, e non una caratteristica inerente.
Potrebbe anche essere come dici tu, tuttavia per Andrea che ha così chiara quale sia la categoria di appartenenza, non riesco a vederla in questo modo.
Per il resto mi dispiace, ma non so abbastanza di onomastica anglosassone da poterne discutere...
stefy83 ha scritto:OGNUNO HA IL DIRITTO DI CHIAMARE COME VUOLE IL PROPRIO BIMBO/A!!
IO, INFATTI, VORREI CHIAMARLA SASHA, ANCHE SE TUTTI MI DICONO CHE E' MASCHILE...
Ci mancava registrare i figli all'anagrafe con un diminutivo invece che con un nome vero e proprio. Ma dico io, compratevi un criceto se proprio sentite l'esigenza di farvi passare certi sfizi...
baciovelenoso ha scritto:Béh ci sono nomi da vietare e nomi no....
Esempi?
cmq il nome andrea in italia avrà il significato UOMO...io vivo in svizzera...e andrea é un nome esclusivamente femminile al maschile sarebbe andreas....parlo della svizzera...
e in altri paesi andrea ha altri significati...
E quali sarebbero? Secondo te, etimologicamente, da dove viene quell'Andreas? La radice del nome è sempre la stessa, indipendentemente dall'uso che ne fate in Svizzera. Ma del tuo Paese come di altri posti so poco o nulla, quindi mi limito a dire che Andrea qui in Italia, dove vivo io, su una bambina non è consono e mi fa ridere (naturalmente sono da deridere i genitori, non la bambina).
é ridicolo sentire da certa gente..."sei italiana, hai il cognome italiano allora devi dare un nome tradizionale" ma dove cé scritto??? scusa a quante cose ci siamo "modernizzato"???? peró a dare i nomi ai figli dobbiamo rimanere nell'800?! diciamo la verità---siamo un pó ridicoli!!!
Per me è ridicolo soltanto chi, per assecondare uno sfizio personale, complica inutilmente la vita di suo figlio. Esistono tantissimi nomi ricchi di storia e portabilissimi ancora adesso, concordo con te nel dire che Agrippina non lo sarebbe, tuttavia ti confesso che lo preferirei ad una Andrea perché, a meno che i genitori non siano cretini e vogliano prendere in giro la figlia, dietro una scelta del genere ci sarebbe sicuramente stato un po' di ragionamento.
Stessa cosa vale per una coppia italiana che dà al proprio figlio un nome straniero: personalmente non ne ho ancora trovato uno che mi piaccia, ma qualora questi due ipotetici genitori di riferimento fossero fortemente motivati a scegliere Kevin per qualsivoglia ragione personale e non semplicemente perché vogliono fare gli alternativi e/o perché al momento fa figo, allora ti assicuro che sarei la prima ad appoggiarli.