La guida delle stelle: la volta stellata
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L'osservazione della volta stellata riempie d'emozione, oggi in epoca tecnologica.
Molto più stupore doveva suscitare negli antichi, non distratti da tanti aggeggi telematici. Di sera si guardava il cielo, allora, e non la TV!
UR AN per i Sumeri, Anu per gli Accadi, Ani per gli Hurriti aveva nome il dio della volta stellata [Anima viene da ANI MA, 'generata dal Cielo'].
E' rimasto Urano tra i Greci ed oggi è il nome del pianeta tra Saturno e Nettuno.
UR AN era il dio sovrano dei Sumeri ed IN AN NA la sua regina.
Si doveva leggere AN UR, dove la erre finale –che si leggeva RESH- era creduta generativa di vita, perché la vita veniva dal cielo (come abbiamo visto in 'anima').
La luna era EN ZU, scritta ZU EN, rimasta ZEN, l'illuminazione buddista!
ZEN E DA: 'immagine della casa illuminata' o 'immagine di festa' perché era simmetrica con i suoi lumini all'illuminazione stellare del cielo.
L'osservazione del cielo era molto abitudinaria al punto che un uomo medio era capace di determinare l'ora guardando il movimento delle stelle con un'approssimazione di due ore, scrive l'archeoastronomo Adriano Gaspani.
La doppia ora era appunto l'unità elementare di misura del tempo dei Sumeri.
I puntini luminosi sulla volta stellata erano detti dai Latini meacula, cioè 'aghetti del ME'.
Il ME era la parola creatrice degli Dèi che, dando nome a tutti i nomi, fa essere tutte le cose.
Dall'empyreo, ME di fuoco, al me di ognuno di noi, attraverso quei meacula.
Concludendo: mettendo ordine tra le parole, grazie ai paracarri dei nomi degli Dèi, entriamo nel pensiero degli antichi grazie alle stelle che sono rimaste le stesse.
Sulla volta stellata Antares era la 15º stella in luminosità, ma in un atlante stellare risulta essere la prima della Via Lattea, in basso a destra.
Il guardiano della via di Anu per gli Accadi.
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