7º puntata: Neomenia
Neomenia è un nome che suona strano in italiano pur essendo rubricato nel dizionario.
Vi si dice che il latino tardo lo aveva come neomenia, dal greco neomenia composto di neo e men, genitivo menos 'mese'; nell'antico calendario greco: novilunio.
La luna nuova espressa con questo termine 'archeologico', o desueto, dà molti vantaggi; tra tutti risparmia almeno 1000 anni di indagine sull'uso della parola nell'ultimo periodo �dai cambiamenti più tumultuosi- a chi cerca la sua forma e il suo significato nei primi millenni della scrittura (5000 anni fa) guidato qui in Terra dalle stelle.
La luna è la luce più grande del cielo notturno e fu il punto più semplice e chiaro per contare il passare del tempo, notte dopo notte. Perciò i primi calendari furono fatti sulla luna, LU GH AL, 'soggetto luce alta'. In latino lux.
LU NA sembra una lettura circolare di LU AN, 'Soggetto del Cielo', in sumero.
EN ZU, letto ZU EN, è il suo nome oggi più famoso in sumero, ma chi la chiama solo così dimentica che ogni nome ha e aveva molti sinonimi.
ZEN [<- Z(U) EN], 'illuminazione' è proprio quella che per i Buddisti è 'l'illuminazione Zen'.
Non sembrerà strano che questa 'guida delle stelle' legga neomenia come
NE U MEN IA, 'luogo IA' della nuova 'luna' espressa come MEN.
MEN è ME EN = EN ME, il Signor ME, la parola degli Dèi creativa.
Mena, dea del mestruo, in latino menstruo suggerisce MEN struo, costruisco gli uomini, rimasti come 'men' in inglese. Il significato inglese, mean, meet, 'incontra' il sumero ME AN come il tempo time incontra TI ME, 'vita del ME'.
Temen, la pietra angolare di un tempio 'prova' della presenza del dio, è
TE MEN, 'incontro MEN', la Luna, massima dea sumera.
Una lettura MEN TE, in latino mente, la collega alla mente umana, dove MEN SH, latina mens, è MEN vive.
Il Sig. ME, MEN, ci invita a leggere memoria come ME MUR IA, 'luogo IA di vita-morte MUR del ME.
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