Nomi dei personaggi Manga, Anime e Cartoons...

Innanzitutto occorre specificare che i manga sono i fumetti "di carta", mentre anime sono quelli che diventano serie televisive o veri e propri film animati. Quando un manga diventa molto popolare in Giappone, allora viene creata la serie televisiva. Questo significa che quando in Italia arriva un nuovo cartone animato giapponese, questo è in realtà già ben conosciuto nel paese d'origine, dove viene considerato quasi "vecchio".

Di seguito un po' di storia dell'evoluzione dei manga, tratto da un sito giapponese, http://sv.mcity.ne.jp

All'inizio dell'epoca Showa (1926-1945), gli eroi dei fumetti erano soltanto bambini maschi ed i fumettisti erano tutti uomini. Il soggetto principale era l'avventura e le storie si concludevano sempre felicemente.

Nel dopo guerra (1945 - 60 ca.), apparve un geniale fumettista, Osamu Tezuka, e fece la grande riforma del sistema dei fumetti: 1. usò i disegni tridimensionali; 2. introdusse le angolazioni dei film nei disegni dei fumetti; 3. nelle sue opere i protagonisti potevano morire.

Si dice che tutti i modelli dei fumetti giapponesi odierni si trovino nelle opere di Tezuka.

A Tezuka piacevano molto le opere della Compagnia Operistica di Takarazuka, composta soltanto di donne, dove tutti i ruoli maschili erano interpretati da donne travestite. Così lui scrisse il primo fumetto per ragazze: "Il cavaliere con i nastri: RIBON NO KISHI" la cui protagonista è una principessa travestita.

La principessa Zaffiro (titolo della serie italiana) è nata con due cuori: uno di maschio e l'altro di femmina a causa della monelleria fatta da un angelo ed è stata allevata come un principe per poter diventare l'erede al trono che doveva essere un maschio. Un giorno si innamora del principe del paese vicino, e per incontrarlo di nascosto lei deve travestirsi di nuovo, questa volta da donna!, prendendo il nome di "la vergine dai capelli color di lino".

In questa opera Tezuka trattò tanti nuovi temi che non erano mai stati trattati fino ad allora:
4. la protagonista è una donna bella ma anche forte, brava e coraggiosa;
5. la protagonista si preoccupa del suo amore;
6. sullo sfondo delle scene romantiche, volano tantissimi fiori, soprattutto rose: cosa impossibile nella realtà.

Così creò la base di tutti i fumetti odierni per ragazze. Dopo Tezuka alcuni fumettisti scrissero fumetti per ragazze, ma sempre imitando la sua maniera.

Fra questi, c'era un altro fumettista dotato, Sanpei Shirato, che cominciò il neo-realismo nei fumetti. Scrisse un'opera particolare per una rivista per ragazze ma questo fumetto non è mai stato apprezzato dalle lettrici un po' immature perché la protagonista non è innamorata di nessuno e non ci sono scene romantiche ma soltanto la realtà della vita dura di una ragazza malata di leucemia, causata dalla bomba atomica.

In questa storia, la protagonista è diventata orfana a causa della guerra ma non smette mai di essere gentile con gli altri. Tutti la ingannano e rifiutano di farla lavorare perché allora molti giapponesi credevano che il "veleno" delle bombe atomiche fosse contagioso e si trasmettesse attraverso i leucemici. Non c'è lieto fine e così questa opera non può essere considerata come "shojo-manga" anche se è fatta per ragazze.

Le fumettiste nate verso il 24º anno Showa (1949) sono cresciute tutte leggendo i fumetti scritti dai maschi e hanno realizzato una riforma decisiva dei "shojo-manga" e scrivono ancora oggi fumetti adatti al gusto delle lettrici.

Ci sono tre tipi principali di fumetti per ragazze:
1) i fumetti che trattano dell'amore fra bellissimi ragazzi maschi;
2) i fumetti in cui si tratta dei grandi movimenti storici;
3) i fumetti la cui protagonista è una ragazza comune.

I fumetti che trattano dell'amore fra bellissimi ragazzi furono veramente rivoluzionari quando apparvero. In questi fumetti il protagonista è un bellissimo ragazzo misterioso che è adorato dagli altri ragazzi del ginnasio o del liceo maschile; il protagonista si preoccupa dei sentimenti che gli altri provano per lui, perché lui non è omosessuale; nelle scene romantiche, o nelle scene di sesso fra ragazzi, tantissimi fiori volano dappertutto, soprattutto rose per nascondere le descrizioni crude del sesso. Le fumettiste di questo tipo di fumetti si ispirano all'opera di Hermann Hesse: "Sotto la ruota". Le due grandi creatrici di questo genere di fumetti, Keiko Takemiya e Moto Hagyo scrivono anche fumetti di altro genere, come opere di fantascienza molto famose anche fra i maschi. Ma queste opere non sono considerate come "shojo-manga" perché il soggetto principale non è soltanto l'amore.

I fumetti in cui si tratta dei grandi movimenti storici, sono tantissimi; e quelli per ragazze sono fatti quasi tutti da un'unica fumettista, Ryoko Ikeda.

Decise di interpretare l'opera di S. Zweig, "Maria Antonietta" in forma di fumetto ma il suo editore le suggerì di non riscrivere fedelmente la storia perché occorreva invece incentrarla su una storia d'amore. Maria Antonietta, come protagonista di un fumetto, non era abbastanza affascinante, così Ikeda creò una protagonista immaginaria e la inserì nel fiume della storia di Francia. Questa protagonista si chiama Lady Oscar, la bellissima contessa travestita da uomo per succedere al titolo di conte, una persona intelligente, forte, che sa comandare e che è il capitano della Guardia Reale di Francia. Questo fumetto è famoso con il nome di "la Rosa di Versailles: Berusaiyu no bara" . Una rosa, perché Oscar voleva vivere la vita come una rosa che fiorisce brevemente ma fieramente e cade senza nessun rammarico.

Grazie a quest'opera Ikeda è diventata una delle più famose fumettiste del Giappone e tanti ragazzi si sono interessati alla Rivoluzione Francese. Questo fumetto è composto da undici volumi ma è letto ed amato da tanti giapponesi, anche dai maschi e dagli adulti. E' comunque considerato sempre come un grande "shojo-manga" perché il soggetto principale è l'amore.

I veri "shojo-manga" sono i fumetti la cui protagonista è una ragazza comune. Per questo, potrebbero risultare banali e non sono molto letti dai maschi. Alcuni di essi però sono diventati un po' famosi grazie alla versione in cartone animato ma non sono conosciuti fra gli adulti.

Il campione di questo genere è "Candy Candy" di Yumiko Igarashi, un lungo fumetto composto da 8 volumi; questa opera è famosa in Giappone così come lo è "Ann in Greengables" (Anna dai capelli rossi) di Montgomery o "Lo Zio gambalunga" di Webster.

"Candy" ha avuto un grande successo come "shojo-manga" perché è stata la prima opera che ha trattato l'amore di una ragazza comune in cui ci si può facilmente immedesimare. Tantissime altre fumettiste di "shojo-manga" imitano la maniera di Igarashi e invece creano tantissime protagoniste banali.

Così il termine "Shojo-manga" che significa letteralmente "fumetti per ragazze" comincia a rappresentare in modo particolare quelli che trattano sempre dell'amore di protagoniste che non hanno qualità speciali e così questo termine ha assunto via via un valore negativo.

Ora in Giappone, la fumettista più popolare è Rumiko Takahashi, ma non è considerata una scrittrice di "shojo-manga" perché i suoi sono fumetti per ragazzi e per adulti: fra tutti, ricordiamo Ranma 1/2, Maison Ikkoku, Lamù.

 

 

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