La mitologia Etrusca

La Grecia è la culla della nostra civiltà, i Romani sono i nostri diretti progenitori... di questi popoli tutti conosciamo la storia, il progresso che hanno apportato, le spiegazioni che davano ai fenomeni naturali, ciò in cui credevano; greche e romane sono le nostre più antiche radici, e sono secoli che, volenti o nolenti, siamo portati, grazie alle nostre basi culturali, a "pensare" un po' come pensavano loro. E ci sembra quindi normalissima la storia fatta da re condottieri e guerrieri; ci sembra assolutamente plausibile un'idea tutta maschile della divinità (il Dio cattolico è uomo, proprio come Zeus e Giove, i signori del Pantheon); ci pare naturale che il sapere sia rappresentato da scienze esatte, abilità tecniche, lucidi ragionamenti logici.

Ma quanti di noi sanno che non è sempre stato così? Chi di noi è consapevole che molto prima che arrivassero Greci e Romani c'erano popoli con un modo di vivere e di pensare tutto diverso? Proviamo a tornare indietro, sempre più indietro, in epoche sempre più remote, e addentriamoci in un mondo così diverso dal nostro da sembrarci una fiaba. Andiamo a vedere un popolo che abitava vicino, molto vicino, e che ci ha lasciato un inestimabile patrimonio archeologico e storico; un popolo dalla cui lingua hanno avuto origine tanti bellissimi nomi italiani (che a noi suonano "romani", ma che a loro volta i Romani avevano ricevuto da genti più antiche).

Andiamo un po' a parlare di Etruschi; quando ci si spinge così indietro nel tempo, storia e leggenda diventano davvero indistricabili; non chiediamoci quindi più di tanto cosa è reale e cosa è trasfigurato dalla fantasia: gustiamoci il racconto, lasciamoci prendere dalla magia, sentiamo tutto il fascino di questa gente così antica!

Siamo in Etruria, una regione dell'Italia centrale a cavallo tra Toscana e Lazio; siamo circa nel VII secolo prima di Cristo; e c'è questo popolo esperto in navigazione, metallurgia, pittura, commercio... ma anche in astrologia, magina divinazione; un popolo guidato non da guerrieri ma da sacerdoti; che venera una Grande Dea creatrice.

È soprattutto il principio del femminile che caratterizza i culti etruschi, e la mitologia di questo popolo è piena di figure femminili. All'inizio di tutto è sempre la Terra, la Madre Terra, che prende via via nomi e aspetti diversi, ma che è sempre il principio creatore dell'esistente. La dea creatrice per eccellenza (la romana Giunone) per gli Etruschi si chiama Uni; la dea vergine, patrona delle arti e del sapere (la romana Minerva) per gli Etruschi è Menerva; e la dea dell'amore, equivalente a Venere, è Turan: la radice tur-, la stessa della torre e del tiranno, indica dominazione: Turan è "la Signora", colei che comanda il cuore degli esseri umani.

C'è poi una grande famiglia di spiriti femminili alati, simili ad aerei angioletti: sono le Lase, creature semidivine, che sono immateriali ma partecipano attivamente alle vicende terrene (Vecu, Muntucha, Alpena, Losna, Vanth, Mean, Zipna sono alcuni dei loro nomi). Dalle Lase discenderanno poi i romani Lari, le anime degli antenati divenuti divinità; e i primi Etruschi davano ai loro antenati il titolo di Larth e Lasa: Larte e Larzia sono nomi tipici delle famiglie aristocratiche etrusche.

Altri nomi tipici delle donne etrusche sono Ramtha, Velia, Thana, Arunthia: non abbiamo notizie storiche precise su di loro, ma sappiamo, da racconti degli scrittori latini, che godevano di grande libertà e potere. Sul nome Thana abbiamo qualche notizia in più: Thana è la dea della luce lunare; vuole la leggenda che una giovinetta pura e indifesa, assalita da un bruto, abbia chiamato la luce lunare in sua difesa, e che i bianchi raggi abbiano spaventato e messo in fuga il malintenzionato. La Luna stessa investe Thana del titolo di Dea della Luna e regina di tutti gli incantesimi. All'etrusco Thana è legato anche il latino Diana, e sempre a Thana è legato un altro importante nome etrusco, Thanaquil (latinizzato poi in Tanaquilla); Thanaquil, erede di una famiglia aristocratica, è la moglie di Tarquinio Prisco, primo re di Roma di origine etrusca; esperta in prodigi e divinazioni, Thanaquil annuncia a Tarquinio che diventerà re, dopo aver osservato un'aquila (sovrana di tutte le creature alate) portar via e poi riportare il copricapo al marito. Thanaquil significa "dono di Thana", e la regina sacerdotessa è venerata nel culto etrusco come una vera e propria dea.

Altra divinità femminile è Urcla, la dea dell'acqua; questa figura misteriosa ha in realtà più di un nome: intorno al lago di Bolsena c'è un bosco sacro, il Fanum Voltumnae, e proprio Voltumna è un altro nome della dea (quello usato dai Romani). Numerose sono le leggende legate al lago e alla sua dea, tante quante le identità della misteriosa creatura che lo abita: le andremo a scoprire insieme, nella prossima puntata.

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