La Cassazione: stop ai nomi ridicoli

Stop ai nomi "stravaganti" o in ogni caso "non comuni" che a volte i genitori mettono ai figli. Lo si evince da una sentenza della Cassazione che non ha potuto fare altro che convalidare la decisione della Corte d'Appello di Genova nei confronti di una coppia della stessa città cui era stato imposto d'ufficio di rettificare in Gregorio il nome scelto per il figlio, Venerdì.

A seguito della segnalazione da parte del Comune di Genova, il procuratore della Repubblica aveva chiesto al locale Tribunale che fosse rettificato il nome imposto dai genitori al figlio nato il 3 settembre del 2006 non avendo essi alcuna intenzione di modificarlo. Ne era seguito il cambiamento imposto d'ufficio dal Tribunale confermato oggi dalla Cassazione. In pratica, la prima sezione civile ha fatto rinascere la decisione già presa dal Tribunale di Genova che aveva intimato lo stop a quel nome ai sensi dell'art. 34 del Dpr 396 del 2002 in base al quale "è vietato imporre al bambino nomi ridicoli e vergognosi".

Inutilmente Roberto e Mara G. si sono rivolti alla Cassazione sostenendo che l'art. 34 del Dpr non vieterebbe affatto i nomi stravaganti e non comuni. A riprova della loro convinzione la coppia genovese ha segnalato vari nomi che personaggi pubblici hanno deciso di dare ai loro figli. Ma Piazza Cavour, con la sentenza 25452 ha dichiarato inammissibile il ricorso della coppia genovese in quanto "il ricorso non ha precisato quale sia stato il fatto controverso in relazione al quale assumono rilievo le censure relative alla motivazione della decisione impugnata". In pratica, la Cassazione ha fatto rivivere la decisione del Tribunale di Genova che aveva rilevato come il nome Venerdì dato al bambino dalla coppia genovese "evocava il personaggio romanzesco creato dallo scrittore Daniel Defoe nell'opera "Robinson Crusoe", una figura umana caratterizzata dalla sudditanza e dall'inferiorità che non raggiungerebbe mai lo stato dell'uomo civilizzato".

Di qui la decisione del Tribunale di fare rettificare alla coppia quel nome che avrebbe probabilmente creato "disagio per il bambino e il futuro adulto, facilmente esposto al senso del ridicolo, in ragione di quel richiamo al personaggio letterario".

22 ottobre 2008 - Articolo tratto da laStampa.it
22 Ottobre 2008

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