Il mio nome è Dior

Vittorio Veneto - La figlia di Totti si chiama Chanel; quella di Gwyneth Paltrow, Apple. Per fortuna (mettiamola così), io non sono una diva del calciocinema se no i miei figli (e me l'avrebbero rinfacciato a vita) avrebbero potuto chiamarsi Givenchy e Kiwi.

Fino a qualche anno fa, sembrava che la moda dei nomi xenofili o inconsueti fosse tramontata. Ma le notizie-dal-mondo ci fanno sapere che non è per nulla così. Qualche settimana fa a una coppia è stato proibito (ben fatto!) di battezzare il pargolo Venerdì. Un episodio che (mi) ha sollecitato una (serie di) curiosità.

A Vittorio Veneto, qual è il nome maschile e femminile più diffuso? Qual è il nome più strano registrato all'anagrafe? E quanti nomi stranieri riempiono i registri di Largo Cavallotti?

Niente tormenti. Le notizie sono positive. Il nome più diffuso tra le vittoriesi (femmine) è ancora (rullo di tamburi cattolici) Maria, seguito da Anna e da Francesca. Da Paola, Laura ed Elena. Tra i maschietti, il nome più frequente è Giovanni, seguito da Giuseppe, Andrea, Alessandro, Antonio. Il nome "Antonio", scorrendo l'ordine alfabetico dei nomi cittadini si colloca però al 273º posto, attorniato da un nugolo di nomi stranieri (o che si riferiscono a paesi lontani): Apolodor, Arben, Argentina, Arqif, Anton Suraj, Ansoumana, Anatolie...Con la lettera A, spiccano i nomi - italianissimi - di Addolorata (speriamo che nel caso della vittoriese non valga il detto nomen omen, cioè "il nome è un presagio") e Archimede (carino!).

I nomi legati ai santi patroni cittadini resistono: a Vittorio Veneto ci sono 87 donne che si chiamano Augusta e 38 uomini battezzati col nome di Tiziano, che piace di più in versione femminile (le Tiziana vittoriesi sono 84).

Scorrendo i nomi vergati sui registri dell'anagrafe cittadina scopriamo però delle chicche niente male. A Vittorio Veneto risiede un Ramo (nome di origine bosniaca), una Samba, un Sauro (che è l'etimo della specie dei serpenti e che è stato dato al figlio da genitori italiani), una italianissima Siria, un Sirio, un Ulisse (nazionalità: Italia), una Vanity (nazionalità: Italia), due Vasco (il cantautore non sarà estraneo al concepimento), un Dior (nazionalità italiana); un Veli (nazionalità italiana), un paio di Benito, un Benone (di origine rumena); un Bo (nome dal sapore orientale), una Bona (nazionalità italiana) e un Branko, un vittoriese di origine croata che chissà se fa gli oroscopi.

Da genitori italianissimi, a Vittorio Veneto, sono nati Dior, Diva, Dea, Emo, Heidi, Caldina, Carissima, Napoleone, Lido e un paio (non di più) di Giusto. I vittoresi immigrati dalla Cina ci hanno regalato un "Chi", una coppia di Camerunensi ci ha portato un Darwin, due senegalesi hanno il nome di una multinazionale (Fanta) e un ghanese si chiama Love (ovvero - leggetelo con un sospiro - "Amore"). Dall'Albania arrivano a Vittorio Veneto i nomi di Nasi e Nazi e dal Marocco tantissimi Mohamed, ma nemmeno (quasi lo speravo) un Obama!

Altra curiosità: un vittoriese si chiama Lido, una vittoriese Lana. E le Libere? Questo nome, che piaceva così tanto nel dopo-guerra, è finito nel dimenticatoio: su 29.228 nomi (cifra aggiornata al 18 novembre 2008) c'è solo una Libera e una sola Liberata.

04 dicembre 2008 - Articolo di Emanuela Da Ros
tratto da OggiTreviso.it
4 Dicembre 2008

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