La città di Eu pensa di cambiare nome

EU (FRANCIA) - Da quando Internet è diventato d'uso comune, qualsiasi città turistica ha tratto benefici dal web. L'eccezione che conferma la regola si chiama Eu, storica ed elegante cittadina della Normandia, residenza reale dal 1830 al 1848, borgo amato e visitato da illustri personaggi come Giovanna D'Arco, Gugliemo il Conquistatore e Riccardo Cuor di Leone. Negli ultimi anni però la città normanna, che conta circa 8000 abitanti, ha visto crollare il turismo per colpa di Internet. Infatti gli internauti che intendono avere informazioni su Eu attraverso il web difficilmente troveranno quello che cercano: dopo aver digitato il nome del paesino su qualsiasi motore di ricerca essi troveranno solo pagine che fanno riferimento all'Unione Europea (Ue) oppure al verbo avere (in francese la parola "eu" indica il participio passato del verbo avere, il nostro "avuto"). Altri siti francesi esclusivamente dedicati al turismo come Voyages-Sncf.com non riconoscono nemmeno il nome della città normanna. Per mettersi al passo con i tempi e rivitalizzare il turismo Marie-Françoise Gaouyer, sindaco della città, ha avanzato una proposta: cambiare il nome del paese aggiungendoci una sillaba o una parola.

REFERENDUM - Non sarebbe il primo caso di città che cambia nome per questione pratiche. L'anno scorso ad esempio i cittadini di Vantoux, in Francia, decisero di cambiare il loro nome perché "Vantoux" nella lingua transalpina significa "vandali". Alla fine optarono per "Vantouseins" (cittadini di Vantoux). Negli Usa recentemente la città di Olema, in onore di Barak Obama, ha deciso di sostituire due delle lettere presenti nel proprio nome per identificarlo con quello del Presidente. L'energica prima cittadina di Eu è decisa a seguire la stessa strada. Assicura che cambiar nome non sarà affatto una tragedia e ha già in mente diverse opzioni. La prima è quella di "Mairie de la Ville d'Eu" e che la Gaouyer ha già detto di preferire. Ma non disdegna altri nomi come "Eu-le-Château" oppure "Eu-en-Normandie". Secondo il sindaco saranno i cittadini attraverso un referendum a decidere il nome definitivo: "Dobbiamo adattarci alla modernità, soprattutto in un mondo dove Internet è essenziale" ha dichiarato la prima cittadina al quotidiano locale ParisNormandie.

CONTRARI - Tuttavia non sarà facile convincere i residenti. Sono tanti quelli che si dichiarano contrari alla proposta del sindaco: "Internet o altro, io ho sempre chiamato la mia città Eu e certo non cambio adesso" taglia corto il sessantaduenne Jack Lavoine. Più pratico Jean-Claude Andréoni che a chi gli contesta il fatto che la città è poco conosciuta, controbatte: "Se proprio i turisti vogliono conoscerla, si dirà Eu la città che confina con Tréport. Oppure con Dieppe. Cosi va sicuramente meglio. Ma non cambieremo certo nome a causa di Internet". Sebbene ci vorranno almeno quattro anni prima che Eu abbia un nuovo nome (il consiglio comunale dovrà prima indire il referendum, poi dopo che questo sarà stato approvato ci vorrà anche una legge del Parlamento) il referendum sembra inevitabile. "Per trovare su un motore di ricerca la città di Eu bisogna almeno visualizzare una decina di pagine" afferma Jacques Richard, direttore dell'ente del turismo Otsi (Office de Tourisme et de syndicats d'initative). "Oggi sempre più persone organizzano le loro vacanze usando internet. Se non trovano immediatamente la città di Eu, probabilmente decidono di passare le vacanze altrove" conclude il direttore.

25 febbraio 2009 - Articolo di Francesco Tortora
tratto da Corriere.it
25 Febbraio 2009

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