Stop ai nomi impossibili

Gessicah, Kjara, Maicol, perfino Hashjah e Sciantal. O ancora Mahatma e Addison. È boom di nomi stranieri, storpiati, sgrammaticati, a volte ridicoli nel Tigullio. Lo sanno bene alla procura della Repubblica di Chiavari dove, da tre settimane a questa parte sono letteralmente subissati di segnalazioni da parte degli uffici comunali dello Stato civile. Il caso più eclatante è senza dubbio quello di un bimbo appena nato che i genitori volevano a tutti i costi chiamare "Bottom". Forse mamma e papà erano affascinati dal nomignolo straniero o volevano regalare al figlio un nome davvero unico. Peccato che in lingua inglese quella parola significhi "fondo", ma nel linguaggio parlato sia utilizzata per indicare il sedere. Il tribunale ha provveduto ad accogliere la richiesta della procura di Chiavari e ha imposto al neonato un altro nome, ben più normale: "Giorgio, se non ricordo male - ammette il procuratore Luigi Carli - I familiari del piccolo, residenti nell'entroterra, probabilmente non sapevano nemmeno che cosa volesse dire quel nome che avevano scelto per il loro figliolo, ma tant'è insistevano. Pretendevano di chiamarlo Bottom".

Lo stesso pm Carli conferma: "Negli ultimi venti giorni ho ricevuto almeno sei segnalazioni da parte degli uffici anagrafici presenti sul territorio di competenza del tribunale di Chiavari". Un vero e proprio boom, testimoniato anche da Mario Lanata, dirigente dello Stato civile di Chiavari: "L'incremento c'è stato, ma le ragioni non le conosciamo. D'altro canto la legge parla chiaro. È il decreto del presidente della Repubblica numero 396 del 2000 a dettare le linee guida in materia di nomi e cognomi. Innanzitutto vi è divieto assoluto di imporre lo stesso nome del padre, di un fratello o di una sorella vivente, ma anche cognomi come nomi o nomi ridicoli o che possano procurare vergogna". La normativa del 2000, che modifica il Regio Decreto del 1939, nega anche la possibilità di mettere nome "Esposito" ad orfani e trovatelli, perché il comma 3 dell'articolo 34 del Dpr 396 proibisce di imporre "nomi o cognomi che facciano intendere l'origine naturale, o cognomi di importanza storica o appartenenti a famiglie particolarmente conosciute nel luogo in cui l'atto di nascita è formato", per quanto concerne figli di cui non sono conosciuti i genitori. "Per fare un esempio a noi vicino - spiega il procuratore Carli - nella Riviera di Levante non si potrebbe dar nome Giuseppe Garibaldi a un bimbo appena nato". Si tratta di limitazioni che possono apparire a volte eccessive, ma la realtà con cui devono confrontarsi ogni giorno magistrati e ufficiali giudiziari va oltre le attese: "Ho visto nomi storpiati, tradotti dall'inglese in un italiano sgrammaticato - dice ancora il pm chiavarese - nomi sentiti alla tv, alle soap opera e trascritti senza badare troppo all'uso corretto della lingua. Così sono capitati Gessicah, Maicol. Eppoi Hashjah... c'erano più acca che vocali. La Procura si è opposta, ma non so ancora come andrà a finire. Ad altri che volevano chiamare il figlio Mahatma, grande anima in sanscrito, ho suggerito di ripensarci... in fretta". In effetti a decidere sui nomi contesi è il tribunale.

"Va detto che l'Anagrafe non può "vietare" un nome - spiega ancora Lanata del Comune di Chiavari - Il comma 4 dell'articolo 34 del D.P.R. 396/2000 prevede che, di fronte ad un genitore ostinato, l'ufficiale, dopo aver informato il dichiarante, può trasmettere gli atti al Procuratore della Repubblica che, a sua discrezione, può attivarsi per chiedere una sentenza di rettifica del nome".

L'ultimo caso? Giusto ieri mattina: mamma e papà vogliono imporre al loro figlio un nome che in realtà è un cognome. "Uno dei genitori è straniero - conclude Carli - Probabilmente basterà chiarire alcuni dettagli per risolvere la faccenda. Dire loro che in Italia proprio non si può. La maggior parte delle volte, i genitori finiscono per essere ragionevoli".

LA CHIESA. "Il nome indica la propria identità più profonda e per questo bisognerebbe sceglierlo con attenzione, privilegiando il nome di un Santo o comunque un nome cristiano". Lo dice don Calogero Marino, vicario della Diocesi di Chiavari e parroco di Santa Maria Madre della Chiesa a Lavagna, che di battesimi ne celebra e ne ha celebrato. "Mai rifiutato il battesimo, certo a volte non è facile. Di fronte a certe scelte si rimane un po' interdetti. Quando non si condivide la decisione dei genitori, si parla con loro, si cerca di comprenderne le ragioni. Molto dipende dall'educazione che mamma e papà hanno avuto in precedenza, prima della cerimonia di battesimo. D'altronde si battezza il bimbo nella fede dei genitori, ma negare il Sacramento a un neonato... quello mai. Che colpa può avere un piccolo se i genitori scelgono per lui un nome originale?" La mania esterofila denunciata dai Comuni del Tigullio alla procura della Repubblica di Chiavari non allarma la Diocesi: "Non ho avuto la percezione netta di un incremento, accade ciclicamente che le famiglie si appassionino a un nome straniero piuttosto che a quelli della tradizione cristiana. Così si parla con loro, li si convince, magari, ad affiancare al nome straniero, quello di un Santo".

Ad ogni modo, ci sono sempre meno Maria e Giuseppe. Mentre crescono Giorgia, Sofia, Giulia e Davide, Filippo, Alessandro. È il risultato del bilancio anagrafico 2008 dei nati a Rapallo, Chiavari, Sestri Levante, Santa Margherita e Lavagna. A Rapallo, su 229 bebè residenti (119 femmine e 100 maschi), i nomi più gettonati sono Sofia, Beatrice, Giorgia e Martina per le femmine, Alessandro, Jacopo e Lorenzo per i maschi. A Chiavari, su 180 (82 maschi e 98 femmine) nuovi nati: Davide e Sofia sono i nomi più scelti. A Sestri Levante, 119 (57 maschi e 62 femmine) bebé: Filippo, Davide e Andrea i nomi "azzurri" più apprezzati, Martina e Sofia quelli "rosa" preferiti. A Lavagna, su 74 (43 maschi e 31 femmine) neonati, i nomi più ricorrenti sono Filippo, Andrea, Christian, Edoardo, Samuele e Tommaso, Giulia e Caterina. A Santa Margherita, infine, i nuovi nati erano 51: 21 maschi e 30 femmine. Vanno forte Sofia, Alice, Giorgia e Marta, Edoardo, Giacomo e Stefano.

18 marzo 2009

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