Battesimo Civile: nuovo scontro Chiesa e mondo laico

Dopo il matrimonio e il funerale civile, mancava solo il battesimo. Così alcuni consiglieri comunali di Firenze, di area socialista e democratica, hanno pensato di proporlo in uno degli ultimi consigli prima della pausa pre-elettorale. La proposta ha ottenuto il parere positivo di tutte le forze politiche.
La "Festa del neonato", questo il nome dato alla celebrazione, verrà celebrata ogni 4-6 mesi. In un giorno prefissato i presidente dei quartieri benediranno i nuovi nati, a cui saranno donati "La Carta dei diritti dei Bambini", il programma degli interventi sanitari profilattici e diagnostici previsti per la neonatologia, la carta dei Servizi per l'Infanzia nel Quartiere.

Ma, un po' inaspettatamente, non tutti si sono dimostrati favorevoli all'iniziativa. La critica più forte è arrivata dal il settimanale della curia fiorentina, Toscanaoggi, con un articolo irrisorio in cui si definisce la mozione una decisione "strappa-applausi" che cerca di superare il battesimo religioso ma si dimentica dei veri diritti dei bambini (asilo nido, benefici fiscali, diritto alla mobilità "delle carrozzine" ecc.ecc.).
"Finora" si legge nell'articolo "il primo segnale che avvertiva noi genitori che le istituzioni si erano accorte del loro nuovo, piccolo cittadino, era l'arrivo del codice fiscale: il bimbo non parla, non cammina, non sa far di conto, ma è già un potenziale contribuente, o evasore".

Si sapeva che l'aria che tirava tra l'arcidiocesi e l'amministrazione fiorentina non fosse delle migliori. Dopo la cittadinanza onoraria a Beppino Englaro, decisione che ha anche spaccato il consiglio comunale ed è passata per pochi voti, la curia non nutre particolare simpatia per i politici di Firenze.

Eppure in Europa il battesimo civile esiste da tempo. In Francia fu istituito durante la rivoluzione, per salutare l'entrata nella repubblica dei nuovi nati. In Spagna è diventato legge con l'elezione di Zapatero, pur trovando l'opposizione netta della Chiesa cattolica. Nei paesi anglosassoni esistono le "naming cerimonies", durante le quale viene dato ufficialmente il nome al bambino.

In Italia ci sono stati casi simili, anche se sporadici. Anni fa il sindaco di Castiglione Olona, in provincia di Varese, ha voluto festeggiare il battesimo civico dei neo-maggiorenni il 2 giugno, festa della Repubblica. Giuseppe Battaini ha donato una copia della costituzione ai ragazzi, spiegando di voler dedicare un momento ufficiale ai nuovi adulti della comunità, che con il diciottesimo compleanno entrano superano uno "scalino fondamentale per la partecipazione alla vita sociale e politica del Paese".

Ma c'è anche chi non ha apprezzato l'idea. Sergio Cofferati, appena eletto a Bologna nel 2004, ha subito sconfessato il consigliere ds Maurizio Cevenini che aveva proposto il rito laico. "Sono assolutamente contrario a riti privi di fondamento e irrispettosi del sentimento religioso" ha detto il sindaco. Anche se il padre della bambina che l'aveva richiesto era cattolico.

12 maggio 2009

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