1.600 dollari per controllare il significato del tuo nome in 100 lingue

Deve essere bello durante la dolce attesa scatenarsi nella scelta dei nomi più fantasiosi, specie se i genitori non sono proprio due persone comuni e possono dunque permettersi qualche stranezza in più, senza risultare patetici.
Peccato però che più il nome è stravagante più aumenta il rischio che possa avere altri significati meno conosciuti in altre lingue ed è per questo che a Londra è nata una start up (Today Translations) specializzata in un curioso servizio: controllare per ogni nome il significato equivalente in almeno 100 idiomi (ma per un costo aggiuntivo anche di più). Il tutto per la modica cifra di 1.678 dollari, che molti vip investono volentieri allo scopo di mettersi al riparo da eventuali brutte figure.

È il caso di Suri, famosissima figlia di Tom Cruise e Katie Holmes, che in giapponese significa "borseggiatore", o di Zuma Nesta Rock, figlio di Gwen Stefani e della voce solista degli Institute, che hanno scelto Zuma perché in arabo significa "pace", trascurando il fatto che il senso del nome in azteco è "l'onnipotente accigliato".

Ricordate la figlia dell'eccentrica coppia Kurt Cobain e Courtney Love? Fu chiamata Bean, Frances Bean per l'esattezza. Bean come fagiolo, chissà per quali oscure ragioni o chissà se esistevano significati poco noti a noi comuni mortali. In realtà la propensione delle star ad affibbiare ai pargoli nomi bizzarri è una vecchia storia e il servizio dell'azienda britannica potrebbe avere un grande successo.
Il Times Online ha stilato di recente una lista dei nomi più particolari, che va dal Jaz scelto dai tennisti Steffi Graf e Andre Agassi per la propria creatura, alla piccola Apple, figlia del leader dei Coldplay Chris Martin e dell'attrice Gwyneth Paltrow, dall'impegnativo Princess Tiamii per cui hanno optato i neo genitori Peter Andre e la modella Jordan a un curioso Audio Science scelto dalla bellissima ed eclettica star Shannyn Sossamon. Chissà se tutti sanno esattamente il significato del nome scelto? In tutti i casi i genitori dovranno renderne conto ai figli.

18 novembre 2009 - Articolo di Emanuela Di Pasqua
tratto da Corriere.it
18 novembre 2009

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