Si chiama Giulia la figlia di Carla Bruni e Sarkozy

Si chiama Giulia la figlia di Nicolas Sarkozy e Carla Bruni. Non Dalia, come si era detto in un primo momento, e nemmeno Isabelle, come si scommetteva on line ancora ieri pomeriggio, ma Giulia, così, all'italiana, che però può essere pronunciato anche alla francese e all'ungherese, quindi va bene per tutti e tre i Paesi dei genitori. L'annuncio lo ha dato la mamma sul suo sito, in uno stringato messaggio apparso in serata in cui Carlà si diceva "très touchée" dagli auguri generali e ringraziava insieme al marito. Giulia in quanto figlia di un'italiana ha diritto alla cittadinanza italiana (ma deve richiederla).

Le quattro righe firmate dalla première dame sono l'unica comunicazione ufficiale sul fiocco rosa. Fedele alla linea scelta (la paternità è vita privata anche se tocca a un uomo pubblico), l'Eliseo finge che non sia successo nulla. Però ieri Sarkò un po' si è sbottonato: in Mayenne, dov'era andato in una delle solite visite metà presidenziali e metà preelettorali in provincia, gli hanno regalato un bavaglino e allora il papà ha sopraffatto il presidente: "Abbiamo avuto la fortuna di avere una grande felicità, tutti i genitori qui presenti possono comprendere la nostra grande gioia, una gioia ancora più profonda in quanto privata. Mamma e figlia stanno benissimo".

Mamma, intanto, sta consultando degli esperti per inviare ai media, anticipa il "Parisien", una lettera per diffidarli dal prendere di mira la piccola. Insomma, Giulia non dovrà in nessun caso finire sui giornali.

Avere un bebè è un evento "molto felice" ma al tempo stesso "banale": lo afferma la Premiere dame di Francia in un'intervista realizzata lunedì scorso e che verrà trasmessa questa sera su France 2, ma di cui alcuni estratti sono già disponibili su internet.

"Certamente non presenterò la mia bambina, non c'è nessuna utilità nel presentare un neonato", afferma la Premiere Dame, intervistata nel Salone delle feste dell'Eliseo tre giorni prima del parto, avvenuto ieri sera nella clinica della Muette a Parigi.

Alla domanda se non pensasse che i francesi fossero curiosi di vedere la bimba, Carla ironizza: "Non so se siano i francesi o piuttosto i suoi colleghi giornalisti che vogliono vederla. Secondo me, sono più i giornalisti che i francesi. Sapete, alla gente di vedere un neonato...Avere un bebè - conclude - è al tempo stesso un evento molto felice ma anche banale".

20 ottobre 2011 -

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