Blaer, ragazza islandese cita in giudizio il suo governo

Blaer Bjarkardottir per lo stato islandese si chiama semplicemente “Stulka”, ragazza.
In Islanda infatti esiste un registro con 1.853 nomi per donna e 1.712 nomi per uomo.
Un neo genitore può solo scegliere il nome da questo elenco o chiedere ad una commissione di accettare un nuovo nome che verrà in seguito inserito nel "Personal Names Register".

La signora Bjork Eidsdottir, mamma di Blaer, è stata tratta in inganno per due motivi:
il nome Blaer risultava nella lista (anche se tra i nomi maschili) ed era il nome di un personaggio femminile di un romanzo dell'autore e premio Nobel del 1955, Halldór Kiljan Laxness.
Soltanto dopo il battesimo infatti, il parroco ha comunicato alla madre della piccola che il nome non sarebbe stato accettato dallo stato. Da quel momento in tutti di documenti ufficiali Blaer è diventata Stulka.

Come riporta il Daily Mail, la ragazza di 15 anni ha deciso di fare causa allo stato e richiede di essere iscritta regolarmente all’anagrafe con il suo nome naturale, Blaer, letteralmente “breeze light/leggera brezza”.
La signora Eidsdottir non si da pace e dice che sono stati autorizzati molti nomi strani, mentre non viene accettato Blaer che è un nome perfettamente islandese. Sostiene inoltre che "sembra un diritto umano fondamentale quello di poter assegnare il nome che più piace al proprio bambino, soprattutto se non danneggia il bambino stesso in alcun modo. E mia figlia adora il suo nome!"
La mamma di Blaer ha detto che è pronta a portare il caso fino alla Corte Suprema del paese, se un giudice non rovescia la decisione presa dalla Commissione il 25 gennaio.

Islanda: Blaer, ragazza di 15 anni vuole il riconoscimento ufficiale del suo nome


Recentemente è stato autorizzato il nome Elvis, ma scelte come Cara, Carolina e Christa sono state respinte perchè la lettera "c" non è compresa nelle 32 dell'alfabeto islandese.

Il tabloid britannico cita il caso dell'artista Birgir Orn Thoroddsen che quando decise di cambiare il suo nome in Curver sapeva già che la commissione avrebbe respinto la sua domanda.

Così al suo 30° compleanno decise di comprare un'intera pagina pubblicitaria dove diceva: "dal 1° febbraio 2006 cambio il mio nome in Curver Thoroddsen. Chiedo alla nazione, ai miei amici e colleghi di rispettare la mia decisione".

Ha poi aggiunto: "posso capire una clausola per proteggere i bambini dall'essere chiamati ad esempio "Dog poo", ma è strano che un adulto non possa cambiare il suo nome in quello che vuole veramente".

04 gennaio 2013 -

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