Mi chiamo Jihad e sono nato l'11 settembre

Secondo il quotidiano francese Liberation, Bouchra Bagour ed il fratello Zeyad dovranno comparire davanti al Tribunale penale di Avignon con l'accusa di "apologia di reato" rischiando 5 anni di prigione e una multa di 45.000 euro.

Tutto ha inizio il 25 settembre 2012, quando a Sorgues (quartiere di Avignon, sud della Francia) un bimbo di 3 anni è stato accompagnato a scuola indossando una T-shirt con le scritte: "je suis une bombe" (ovvero "sono una bomba") e "Jihad, né le 11 septembre" ("Jihad nato l'11 settembre").

Jihad è in effetti il vero nome del bambino, figlio della 35enne Bouchra Bagour, ed è anche nato l'11 settembre mentre la maglietta è stata regalata al bimbo dallo zio Zeyad Bagour.

Il piccolo Jihad con la maglietta regalata dallo zio

Sia la madre che lo zio, a seguito delle proteste delle maestre e dei genitori di alcuni alunni, hanno chiesto scusa per il "brutto scherzo" ma non è stato sufficiente ad evitare loro il Tribunale.

La signora Bagour ha sostenuto che Jihad è un nome comunemente usato dai musulmani e significa "esercitare il massimo sforzo", sforzo inteso come impegno interiore del fedele.
Ma solitamente (ed erroneamente) questa parola viene invece utilizzata per identificare la "guerra santa musulmana" ed infatti il sindaco di Sorgues, Thierry Lagneau, ha condannato l'incidente come "incitamento all'odio e al terrorismo."

I due imputati non sono identificati come islamisti radicali ma rischiano comunque molto per aver scherzato sul nome del piccolo e incolpevole Jihad.

25 marzo 2013 -

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