Paese che vai, nome che trovi

Alcuni paesi del mondo adottano delle restrizioni in merito alla scelta del nome per neonati: oltre all'Arabia Saudita ed il Messico ecco altri paesi che cercano di arginare l'uso di nomi bizzarri da parte dei neogenitori.

- Nuova Zelanda: il New Zealand's Births, Deaths and Marriages Registration Act of 1995 stabilisce che i genitori possono battezzare il proprio figlio con un nome a loro scelta, ma che non sia offensivo per il bimbo stesso. Lo Stato quindi ha il diritto di rifiutare un nome stravagante.
Stallion, Fish e Chips, Sex Fruit, Satan, 4Real, Mafia No Fear, Anal e Adolf Hitler sono alcuni dei nomi respinti mentre Benson e Hedges (per dei gemelli), Midnight Chardonnay, Number 16 Bus Shelter e Violence sono stati accolti.

- Germania: il nome deve identificare il sesso del nascituro e non deve incidere negativamente sul benessere del bambino. Inoltre, non è possibile utilizzare cognomi e nomi di oggetti o prodotti commerciali come primo nome. Il Standesamt (Ufficio dell'anagrafe locale) può pertanto rifiutare il nome proposto: Legolas e Nemo sono stati accettati, mentre Stompie e Woodstock no.

- Danimarca: ai sensi della legge danese, i genitori possono scegliere dalla lista di circa 7.000 nomi "pre-approvati". Per scegliere un nome che non comprare nel suddetto elenco occorre chiedere l'approvazione della Chiesa locale e del Governo. Dei circa 1.000 nomi che vengono valutati ogni anno, il 15-20%  vengono respinti. Benji, Jiminico, Molli e Fee sono alcuni dei nomi approvati, mentre ad esempio Anus, Pluto e Monkey sono stati proposti dai genitori, ma prontamente rifiutati.

- Svezia: la legge in materia di nomi emanata nel 1982 prevedeva inizialmente il divieto per le famiglie "non nobili" di battezzare i propri figli con nomi nobili. Le successive modifiche hanno però limitato la restrizione ai nomi offensivi o che possono causare disagio al bambino.
La Svezia ha "sventato" i tentativi dei genitori di nominare i propri bambini Superman, Metallica, Veranda, Ikea e Brfxxccxxmnpcccclllmmnprxvclmnckssqlbb11116.

Nomi proibiti nel mondo
In Svezia non è possibile chiamare il proprio figlio Superman

- Marocco: fino a poco tempo fa bisognava rifarsi ad un elenco di nomi approvati che riflettevano adeguatamente "l'identità marocchina". Era cioè possibile chiamare una bambina "Sara" (arabo), ma non "Sarah" (ebraico). Dal 17 marzo 2014 invece l'Alto Commissariato dello Stato Civile del Marocco ha riaffermato il diritto di ogni cittadino a scegliere liberamente il nome del proprio figlio, senza distinzione tra nomi arabi, berberi, hassani ed ebraici.

- Islanda: i neo genitori possono scegliere il nome soltanto tra quelli presenti nell'elenco ufficiale di nomi maschili e femminili oppure chiedere ad una commissione di accettare un nome nuovo che verrà in seguito inserito nel "Personal Names Register".  Nel gennaio 2013, una ragazza di 15 anni, dopo aver fatto causa allo Stato, ha ottenuto il diritto di chiamarsi "Blaer", nome presente nella lista, ma ritenuto dalle autorità soltanto maschile.

09 aprile 2014 - Lo staff di Nomix.it

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