Huerta del Rey, il paese dei nomi strani

MADRID (SPAGNA) - L'ufficiale dell'anagrafe di Huerta del Rey, paesino del nord della Spagna, vicino a Burgos (Castiglia e Leon), deve essere persona dai nervi saldi. Quando si presenta al suo sportello un felice neo papà per registrare il suo bebè, sa che non dovrà stupirsi di nulla, non dovrà perdere la calma nel chiedere all'emozionato genitore il favore di declinare il nome prescelto lettera per lettera: O-n-e-s-i-f-o-r-o. Se ha fortuna, gli basterà un'occhiata al calendario, perché potrebbe essere il santo del giorno (6 settembre, Sant'Onesiforo martire).

NOMI FANTASIOSI - Ma è più probabile che il fantasioso padre abbia condotto approfondite ricerche tra dimenticate divinità greche, condottieri romani, re visigoti, leggende celtiche, prima di portare il suo piccolo contributo all'obiettivo del villaggio: entrare nel Guinness dei primati come la comunità dai nomi più rari. "Battezzamolo strano" è un proposito che ha già portato i suoi frutti tra i 900 residenti di Huerta del Rey: uno su tre ha un nome di difficile pronunziazione, non sempre musicale, ma quasi introvabile negli elenchi telefonici del resto della Spagna, straripanti di Antonio, Paco, Maria del Pilar e Carmen. Qui no. Qui l'appello in classe, per ogni maestro, è un esercizio di dizione: Acislo, Basilides, Baraquisio, Burgondofora, Edeltrudis, Filogonio, Fredesvinda, Mainario, Rudesindo, Ursicinio... Vero, non tutti hanno un suono armonioso, ma quasi tutti hanno un significato elegante o un intento di buon augurio. Indicano fierezza, lealtà, bellicosità, nobiltà, floridezza. E soprattutto garantiscono al rispettivo titolare il privilegio, quasi certo, di non dover condividere quel nome con altri, che non siano vissuti secoli o millenni prima. Lo svantaggio di non poter sempre festeggiare un onomastico è compensato dall'avere pronto un argomento di conversazione al momento delle presentazioni: "Mi chiamo Etelvina. No, non Adelina. Etelvina. È un nome germanico, non lo conosce? Significa regina madre...". Ottimo per rompere il ghiaccio, come Sindulgo ("sentiero del lupo"). O Acisco (latino, "piccola mannaia"). Non è ben chiaro come sia cominciata, a Huerta del Rey, questa incontenibile voglia di originalità alla fonte battesimale: "I nomi risalgono alle culture e alle divinità dei nostri antenati, ma anche dei greci, dei romani, dei celti", ha studiato il fenomeno il filologo locale Hermogenes Perdiguero, alla cui nascita evidentemente la moda era già iniziata . "Non sono ricerche facili, perché le origini a volte sono in lingue scomparse" Comunque, con 300 cittadini dalle generalità quasi impronunciabili, il paese lancia la sua sfida e ha convocato per l'agosto dell'anno prossimo il Primo Raduno Internazionale dei Nomi Rari.
29 agosto 2007 - Articolo tratto da Corriere.it
di Elisabetta Rosaspina
28 agosto 2007

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