News :: Nomix.it http://www.nomix.it/articolo_leggi.php Le ultime NEWS di Nomix.it Thu, 17 May 2012 10:00:34 +0200 it-IT info@nomix.it Copyright 2012 http://www.acdmultimedia.it/ I nomi di cicloni e anticicloni Europei http://www.nomix.it/articolo_leggi_204.php http://www.nomix.it/articolo_leggi_204.php Lucia' sull'Italia ha fatto molto discutere su tutti i forum di meteorologia relativamente all'entità della perturbazione e al nome di riferimento. In tanti, adesso, si chiedono come mai si sia parlato così tanto di 'Lucia' e chi, come, quando e perchè ha deciso di assegnarle questo nome.

Per fare un pò di chiarezza, va innanzitutto chiarito che l'usanza di chiamare le perturbazioni con dei riferimenti di nomi propri maschili e femminili risale alla tradizione meteorologica Britannica, da lunghi decenni, dove, in Inghilterra e soprattutto negli Stati Uniti d'America, la meteorologia viene vissuta in modo molto più morboso dalla popolazione e dalla società con i mass-media che "etichettano" le perturbazioni e gli anticicloni chiamandoli sempre per nome in base alle indicazioni ufficiali fornite dai centri scientifici di riferimento.

Per quanto riguarda l'Europa, è l'Istituto Tedesco di Meteorologia dell'Università di Berlino che, a partire dal 1999, ha deciso di "adeguarsi" all'usanza britannica dando un nome a ogni ciclone e a ogni anticiclone che interessa il Vecchio Continente, quindi a tutte le figure bariche in transito sull'Europa. In questa pagina è possibile osservare tutti i nomi dei cicloni del 2012 (quelli già transitati e quelli futuri), con l’archivio dal 1999 ad oggi.



Per quanto riguarda, invece, l'enfasi su cui s'è parlato del "ciclone Lucia" (Lucy, come hanno scritto altri siti per giorni, non esiste e non è mai esistito!), l'abbiamo fatto anche noi in quanto s'è trattato di una perturbazione ben più intensa di quelle che solitamente interessano le nostre aree; nessun paragone, infatti, con la prossima 'Madaleine' che nei prossimi giorni si porterà sulle isole britanniche e interesserà anche il Mediterraneo centrale, che avrà effetti estremi sul Regno Unito ma non certo sull'Italia. S'è trattato di un vero e proprio ciclone, ma non ha raggiunto lo stato di "TLC" come avevamo ipotizzato. Pur non diventando un vero e proprio ciclone dalle caratteristiche tropicali, abbiamo comunque avuto effetti estremi tali di un profondo ciclone extratropicale ben più violento di quelli che solitamente interessano il nostro Paese (le normali perturbazioni, come quella dei prossimi giorni, Madaleine per intenderci).

Negli ultimi tempi, è stato il terzo violento ciclone che ha colpito il nostro Paese, dopo quello di inizio novembre 2011 nell'alto Tirreno, classificato come tropical storm anche dalla NOAA per la prima volta nella storia e quello del 10 marzo 2012 nel Canale di Sicilia. Si tratta di fenomeni rari, ma non rarissimi.]]>
Tue, 24 Apr 2012 10:34:36 +0200 Nomix.it NEWS
Alla fine ha vinto Andrea: la bimba avrà il suo vero nome http://www.nomix.it/articolo_leggi_203.php http://www.nomix.it/articolo_leggi_203.php Andrea potrà mantenere anche in Italia il nome "da maschio" deciso dai genitori e che il Tribunale di Mantova aveva fatto cambiare in Andrée. La Corte d'Appello di Brescia ha infatti ora ribaltato la sentenza civile del novembre 2011 e ha stabilito che la piccola, nata in Francia ma con nazionalità italiana, può essere registrata in un'anagrafe italiana, con il nome di Andrea.

Questo il responso in base al diritto comunitario e alle convenzioni internazionali che vietano le discriminazioni. Cinque anni fa, quando la bimba nacque a Parigi, i genitori italiani, di origine mantovana, pur vivendo nella capitale francese, scelsero di registrarla all'anagrafe del Comune di Castiglione delle Stiviere, loro paese d'origine, con il nome di Andrea.



L'ufficiale si rifiutò di registrare il nome e si rivolse alla procura di Mantova. Il procuratore capo ricorse davanti alla prima sezione civile del Tribunale che alla fine gli diede ragione: Andrea è un nome da maschio e non può essere imposto ad una bambina la quale, invece, va registrata con il nome femminile francese di Andrée. Inoltre la coppia voleva che la bambina portasse il cognome di entrambi i genitori, ma anche questa scelta fu bocciata.

I genitori non si rassegnarono e tramite l'avvocato Sebastiano Riva Berni, presentarono ricorso alla Corte d'appello di Brescia. Pochi giorni fa la corte ha ribaltato la sentenza di primo grado: la bimba può essere registrata all'anagrafe italiana con il nome di Andrea. Inoltre Andrea potrà avere anche i due cognomi dei genitori.]]>
Fri, 20 Apr 2012 16:43:38 +0200 Nomix.it NEWS
Che nome do a mio figlio? Molti si pentono della scelta http://www.nomix.it/articolo_leggi_202.php http://www.nomix.it/articolo_leggi_202.php più un nome trasmette successo e più continuerà ad averne) e non c'è quindi da stupirsi se, una volta registrato il nascituro, qualche genitore si pente. Era davvero così che volevamo chiamarlo? O ci siamo fatti prendere dalla smania di essere originali?

Nel suo blog The Baby Name Wizard, Laura Wattenberg, che da dieci anni studia il modo in cui diamo i nomi ai bambini, affronta il problema del "namer's remorse", il pentimento che assale i genitori dopo aver battezzato il figlio in modo non adatto o "ingombrante". Un fenomeno in aumento, come testimoniano le sempre più numerose email inviate all'autrice da genitori schiacciati dal senso di colpa.

Secondo un sondaggio del sito Your Baby Domain Name, circa l'8% dei genitori si pente di aver scelto un nome troppo comune o troppo originale anche se, spiega la scrittrice Pamela Redmond Satran, creatrice del sito nameberry, il rimorso nasce quasi sempre dai commenti negativi degli altri.

"I genitori - precisa la Redmond Satran - non si rendono conto di quanto rapidamente cambino le tendenze relative ai nomi dei bambini e quindi quello che inizialmente poteva essere originale può poi diventare comunissimo. Quando le mamme arrivano dal pediatra o vanno al parco e si rendono conto di quanti bambini abbiano lo stesso nome del loro, si fanno prendere dal rimorso. Per non parlare di chi si pente perché ha dato retta ai consigli di altri o ha ceduto alle pressioni della famiglia o dei suoceri e ha dato il nome senza convinzione".

Negli Usa i più indecisi si appoggiano a libri come 15,000 Baby Names (Meadowbrook Press, 1997) o The Baby Name Countdown: 140,000 Popular and Unusual Baby Names (Da Capo Press, 2008), in Italia a Tutti i nomi per il mio bebè (Rizzoli, 2010) o Il libro completo dei nomi (De Agostini, 2011).

Una ricerca, quella del 'nome perfetto', dettata dalla consapevolezza di quanto questo influenzerà la vita del figlio. È ad esempio dimostrato che i maschi con un nome femminile spesso manifestano problemi di comportamento, dovuti forse, spiegano dal National Bureau of Economic Research, a tensioni e insicurezze. La Wattenberg precisa inoltre che, nel 1800, appena sei nomi coprivano più di metà della popolazione Usa, negli anni '50 solo 79 e che oggi la cifra è salita a 546. "I nomi diventano sempre più importanti mano a mano che aumenta la loro diversità. Perché ogni scelta rappresenta una segnale", spiega a LiveScience l'autrice di The Baby Name Wizard: A Magical Method for Finding the Perfect Name for Your Baby (Three Rivers Press, 2005).

La pressione spinge dunque i genitori a scegliere un nome il più originale possibile, poco importa se ridicolo o cacofonico. Per spiegare il fenomeno, il ricercatore Barry Schwartz dello Swarthmore College parla di "paradosso della scelta", suggerendo che più scelte abbiamo a disposizione e più ci stressiamo per decidere. E, quando lo facciamo, spesso andiamo incontro al pentimento. "Il segreto - spiega la Wattenberg - è circoscrivere al massimo la lista dei nomi preferiti. Pochi ma buoni. Evitando di perdersi tra centinaia di opzioni fuorvianti".

Secondo l'Istat, in Italia dal 2004 al 2009 i nomi più usati sono stati Francesco e Giulia, scalzata nel 2010 da Sofia. Siamo dunque un Paese che, malgrado qualche rara eccezione, ama la tradizione. Alessandro, Andrea, Lorenzo, Matteo, Mattia: per i maschi trionfano i nomi religiosi, mentre tra le femmine vanno forte Giorgia, Martina, Aurora, Alice, Emma e Anna, legati più al mondo della musica e della letteratura che ai testi sacri.

Dopo che uno studio del 2009 condotto dagli psicologi tedeschi Julia Kube e Astrid Kaiser ha dimostrato che i nomi degli alunni delle elementari influiscono sulla valutazione delle loro capacità da parte degli insegnanti, la questione della scelta dell'appellativo di battesimo è diventata oggetto di dibattito sui media. Sebbene spesso le stigmatizzazioni più grandi scaturiscano dal cognome.

"E' quest'ultimo ad influire maggiormente sul bambino - spiega il pedagogista Daniele Novara, fondatore e direttore del Cpp (Centro psicopedagogico per la pace e la gestione dei conflitti) di Piacenza - il cognome stabilisce il nesso psicogenealogico con le radici famigliari e rappresenta un'appartenenza che va al di là del tempo. Il nome che scelgono i genitori ha però sempre una storia particolare e influisce decisamente sull'immaginario che gli stessi hanno del figlio o della figlia. Una volta il problema non esisteva, in quanto mamma e papà davano in automatico il nome degli antenati. Ma, da due-tre generazioni, essi si sono appropriati di questa decisione ed è il loro immaginario ad essere proiettato sui figli".

Ultimamente inoltre, sottolinea l'esperto, va di moda dare al bambino più grande la possibilità di scegliere il nome del nuovo arrivato, con l'idea che questo riduca la gelosia. "Sono scelte che generano un preciso transfert nei confronti del fratellino o della sorellina. Ossia, se un nome è stato scelto dalla madre piuttosto che dal padre, questo assume un preciso significato. Se a sceglierlo è stato il fratellino ne assume un altro".

Altra questione: il nome racconta una storia? E quale? Un lutto? Un segreto famigliare? Un amore mancato? Un'amicizia particolare? Un'aspettativa? Anche questo aspetto influenza la relazione col bambino. "Il nome di un'attrice - precisa Novara - potrebbe significare un'aspettativa analoga nei confronti della creatura. Altrettanto uno naturalistico. Un nome a sfondo politico (come potrebbe essere oggi Silvio e, a suo tempo, esser stato Benito) segna invece una precisa intenzione di 'indirizzamento' da parte della famiglia. Il nome è la prima traccia che intenzionalmente i genitori lasciano sulla discendenza. Per questo il momento della scelta è così importante".

"Siamo abituati a dire 'io mi chiamo...' - conclude lo psicologo Maurizio Brasini - ma in realtà sono gli altri a chiamarci: qualcuno (in genere i nostri genitori) sceglie un nome per noi alla nascita, e noi impariamo a identificarci con quello. Per completare il quadro, c'è da notare che i nomi hanno sempre un significato, non soltanto in senso etimologico, ma perché ognuno porta con sé una storia con un'origine e, verosimilmente, un destino. Il nome è un po' come l'incipit del romanzo che narra la nostra storia. Ma è impossibile prevedere in che modo ciascuno di noi farà i conti con esso. Mi piace immaginare che ognuno sia come i gatti delle poesie di T.S. Eliot che hanno tre nomi: il primo è quello assegnato loro dai loro padroni, il secondo quello con cui sono conosciuti nella comunità dei gatti e il terzo è il loro vero nome, radice della loro essenza felina. Arrivare a conoscere quest'ultimo è il lavoro di tutta una vita".]]>
Fri, 20 Apr 2012 18:08:16 +0200 Nomix.it NEWS
Da Creedence a Allan Dellon, gli strani nomi dei calciatori brasiliani http://www.nomix.it/articolo_leggi_201.php http://www.nomix.it/articolo_leggi_201.php
La musica è ben rappresentata. Nelle giovanili del Ceres, club la cui prima squadra è attualmente in testa alla classifica della serie B carioca, si disimpegna Steve Wonder (così, senza la “i”). Che nel 1991 (anno di nascita del ragazzo) avrebbe anche potuto chiamarsi Michael Jordan, prima che la scelta ricadesse sull’opzione canora. L’unico a portare un nome normale in famiglia è il padre Marinho, ex ala destra del Bangu dei tempi belli (anni ’80). La madre, invece, si chiama… Liza Minnelli.

Ma l’Oscar della bizzarria va probabilmente a Creedence Clearwater Couto, attaccante 32enne del Santa Cruz (serie A del Gauchão) con un passato al Guarani e al Figueirense nel Brasileirão, i cui genitori erano talmente amanti della musica dei fratelli Fogerty (e come biasimarli) da omaggiarla così. Non rientra nel nome ma costituisce l’apelido, ovvero il soprannome, il “Michael Jackson” con cui viene identificato l’attaccante Adriano, ex Fluminense e Palmeiras, ora in Cina col Dalian Shide. Il motivo? Chiaro: imita l’ex cantante americano ballando il Moonwalk dopo ogni gol.

Le storpiature dei nomi, in Brasile, sono all’ordine del giorno. E così l’Alain Delon di cui si diceva diventa Allan Dellon: 33enne attaccante del Fluminense di Feira de Santana, club baiano, ha vestito nella propria carriera maglie gloriose come quelle di Vitoria e Vasco. Come nel caso di Steve Wonder, anche lui è in buona compagnia, in famiglia: la sorella si chiama Shirley MacLean, come l’attrice statunitense. E a proposito di cinema, forse non tutti sanno che il nome completo di Maicon, terzino dell’Inter, è Maicon Douglas Sisenando. Esatto: Maicon Douglas, (quasi) come il figlio di Kirk.

Evidenziato anche dai media nazionali il proliferare di Romarios, e la presenza di un Roberto Baggio e di un Baloteli (una sola “l”), nella Copa São Paulo disputata a gennaio. Ma nelle rose giovanili troviamo altri sentiti omaggi calcistici, seppur leggermente storpiati: un Rudigullithi e un Raykhard, ricordo del Milan stellare di Sacchi e Capello, un Franthescolly probabilmente meno principesco, un Auguentaller. Ad inizio 2000 girava il Brasile un certo Dino Sani, con trascorsi al Botafogo di Ribeirão Preto e al XV de Piracicaba. E in Romania se la cava il Michel Platini verdeoro.

Dopo Socrates e la caricatura Aristoteles, il calcio filosofico continua col giovane Temistocles e con Sosthenes José Santos Salles, che altri non è che Neto Berola, attaccante dell’Atletico Mineiro. La scienza era ben rappresentata negli anni ’90 con Galileo Galilei Percovich, detto Leo, portiere peruviano che passò senza troppa fortuna tra Galo e Flu. Non mancano nemmeno politici (Bismarck, buoni trascorsi al Vasco da Gama, ma anche Nixon e Delkennedy), dittatori (Saddan) e personaggi delle fiabe (Olliver Gulliver).

Tra bizzarria e folklore, tutti devono accettare, volenti o nolenti, un nome che non può non risaltare. Mica detto, comunque, che ciò impedisca il nascere di una carriera luminosa: come dimostrato dagli esempi sopra citati, in molti hanno raggiunto la serie A. E poi, il simbolo per eccellenza è stato idolo a Milano, ha vinto un Pallone d’oro e cerca ora di riportare la propria carriera sui binari dell’eccellenza in quel di Madrid. Uno che ce l’ha fatta a sconfiggere le risatine è proprio lui, Ricardo Kakà da San Paolo.Da Creedence a Allan Dellon, ecco gli strani nomi dei calciatori brasiliani]]>
Fri, 09 Mar 2012 17:19:00 +0100 Nomix.it NEWS
Si chiama Samuel il figlio di Ben Affleck e Jennifer Garner http://www.nomix.it/articolo_leggi_199.php http://www.nomix.it/articolo_leggi_199.php
Jennifer Garner e Ben Affleck hanno infatti scelto per il loro ultimo figlio un nome assai comune come Samuel: il primo maschietto di casa sarà quindi Samuel Garner Affleck.

Samuel, nato il 27 febbraio, si unisce alle sorelline Violet Anne e Seraphina Rose Elisabeth.

Ad annunciare il lieto evento, via Facebook, lo stesso Ben Affleck.
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Fri, 09 Mar 2012 16:56:54 +0100 Nomix.it NEWS
Ontologia del nome proprio buffo http://www.nomix.it/articolo_leggi_198.php http://www.nomix.it/articolo_leggi_198.php Nara fosse "un nome esistente". Sono frasi che diciamo così, senza renderci ben conto di quanto siano paradossali. Cosa vuol dire, "nome esistente"? Se io chiamo una figlia Nara, quello è un nome ed esiste. Giusto, no?

Certo la lettrice intendeva chiedersi se prima che i suoi bisnonni la scegliessero per la loro neonata la sequenza di suoni e lettere "Nara" fosse già stata usata come nome proprio. La risposta, peraltro, è sì, e c'è anche un doloroso caso di una signora su cui lascerò che si eserciti il vostro intuito.

Ma proseguiamo a leggere la bella lettera di Catia Carducci:

"Anche lo zio Oddone e sua figlia Velia hanno nomi che esistono, ma i figli di Oddone si chiamano Germonte (forse dal Germont di "Traviata"?)  e credo Fedmonte, ma lo abbiamo sempre chiamato Pancho e non sono certa. Però un fratello di mio nonno si chiamava Naldi, un fratello di mia nonna si chiamava Izorio, suo nipote si chiama Evride e una non ben identificata parente si chiamava Sulva. Forse non si raggiungono le vette da lei descritte nel suo libro ma una certa dose di inventiva non mancava neanche ai miei parenti, credo".
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Fri, 09 Mar 2012 16:49:05 +0100 Nomix.it NEWS
Francia: proibito chiamare i figli come un personaggio dei fumetti http://www.nomix.it/articolo_leggi_200.php http://www.nomix.it/articolo_leggi_200.php Titeuf è pericoloso e ha proibito a una coppia d'Oltralpe di scegliere per il proprio figlio questo nome.

La diatriba tra la coppia del dipartimento dell'Oise e la magistratura transalpina inizia più di due anni fa. Il 7 novembre del 2009 i coniugi, grandi appassionati del fumetto che nella sola Francia in meno di 15 anni ha venduto ben 16 milioni di copie, decidono di registrare il loro neonato con il nome Titeuf Grégory Léo. L'ufficiale di stato civile si dimostra scettico e cerca, inutilmente, di far cambiare idea ai genitori. A questo punto informa la Procura della Repubblica che accoglie i dubbi dell'organo comunale e presenta il caso al Tribunale civile di Pontoise. Quest'ultimo in una successiva sentenza stabilisce che il nome scelto è contrario agli interessi del bambino.

I genitori non demordono e continuano la loro battaglia legale richiamando la Convenzione europea dei diritti dell’uomo che proclama il rispetto della vita privata dei cittadini. Tuttavia anche la Corte d'appello conferma la decisione di primo grado sottolineando che il nome Titeuf deve essere vietato perché potrebbe attrarre lo scherno dei bambini e degli adulti in ragione della grande popolarità del fumetto in Francia: «L'associazione di questo nome al personaggio di un ragazzo ingenuo e maldestro – dichiara la Corte - rischia di costituire un reale handicap per il bambino una volta divenuto adolescente e poi adulto tanto nelle relazioni personali quanto in quelle professionali».



Mercoledì scorso è arrivato il definitivo parere della Cassazione che ha confermato le precedenti decisioni. La Corte, richiamando la Convenzione sui diritti dell'infanzia che afferma come l'interesse del nascituro debba essere considerato «primordiale», ha affermato la legittimità dei tribunali nazionali di decidere se un nome può essere contrario all’interesse del bambino.

Nonostante abbia rilevato la simpatia e la fama dell'eroe con la testa a uovo creato dal disegnatore svizzero Philippe Chappuis, in arte Zep, la Corte ha voluto ribadire che chiamare un bambino Titeuf potrebbe segnare negativamente la sua crescita. Alla fine la decisione è stata netta: oltre al turbolento e credulone personaggio dei fumetti non vi sarà alcun bambino di nome Titeuf in Francia, mentre il piccolo dell'Oise, che intanto ha quasi compiuto tre anni, si chiamerà solo Grégory Léo.]]>
Fri, 09 Mar 2012 17:05:55 +0100 Nomix.it NEWS
I milanesi dicono addio ai nomi storici come Ambrogio o Carlo http://www.nomix.it/articolo_leggi_197.php http://www.nomix.it/articolo_leggi_197.php Ambrogio era uno «straniero»: romano, nato e cresciuto in Renania (Gallia allora, Germania oggi), solo poi divenuto santo e patrono.

Così, tutto fa fuorché stupire che tra i nuovi nati del capoluogo lumbard, nel 2012, nessuno sia stato chiamato Ambrogio, o magari Agostino, troppo datati per una città in eterno divenire. Non resiste neppure il caro vecchio Carlo, anch'esso sprofondato nel pozzo dell'oblio, scelto per il proprio pargolo soltanto da un paio di coppie di milanesi. Stesso discorso per le Marie e le Luise, tipiche «sciure» di noialter, oggi scordate.

Tra nomi snobbati e abbandonati, a vincere non è comunque l'originalità: Giulia e Lorenzo i nomi più in voga, seguiti da Sofia, Matilde, Alessandro e Francesco. L'animo aperto della città va quindi cercato tra le righe. Spariscono Sharon, Patrick e Samantha, figli del cinema e della tv all'americana, spazio ai nuovi milanesi che crescono: Ahmed, Karim, Mohammed e pure Huixuan e Ishayattaha.]]>
Fri, 09 Mar 2012 16:45:36 +0100 Nomix.it NEWS
Una coppia sceglie il nome della figlia su Facebook http://www.nomix.it/articolo_leggi_196.php http://www.nomix.it/articolo_leggi_196.php nome dare alla figlia, perchè in realtà era atteso un maschietto. E se per quest’ultimo il nome era già stato deciso, per una femminuccia la coppia non sapeva proprio che pesci pigliare.

Così i due hanno tagliato la testa al toro e hanno deciso di utilizzare le meraviglie del social network più famoso lanciando un semplice quanto pubblico sondaggio su Facebook per scegliere fra diverse possibilità il nome della loro bimba.

La risposta da parte degli utenti è stata piuttosto massiccia e alla fine ha vinto il nome Madelyn, che in ogni caso è stato gradito dai genitori.



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Tue, 07 Feb 2012 17:55:21 +0100 Nomix.it NEWS
Quanti Sofia e Alessandro tra i bimbi italiani! http://www.nomix.it/articolo_leggi_195.php http://www.nomix.it/articolo_leggi_195.php Sofia”. Si gireranno una decina di bimbette. Già perché questo si è confermato il nome più gettonato del 2011. Seguito da Giulia, Alice e Sara. Per i maschietti, vincono Alessandro, Matteo e Leonardo. E a guardare le classifiche recenti di Roma, Firenze e Napoli le scelte sono analoghe, fatta eccezione per qualche Antonio e Giuseppe in più e qualche Filippo in meno al sud. Tutto sommato l'Unità d'Italia si conferma anche all'anagrafe. E si va sul classico. Il “famolo strano” non funziona più: Jessica, tanto in voga negli anni '90, è quasi scomparso.

Certo, le mode cambiano: gli anni '60-'70 erano quelli di Paolo, Paola, Patrizia, Daniela Barbara, Stefano e Stefania. Oggi abbiamo rispolverato nomi ottocenteschi come Emma e Matilde o i mai abbandonati Francesco e Leonardo. Insomma, attingiamo alla tradizione. «Cinema, tv e sport funzionano come spot pubblicitari per la scelta dei nomi» spiega il professor Enzo Caffarelli, direttore della rivista italiana di Onomastica e coordinatore scientifico del laboratorio internazionale di onomastica dell'Università Tor Vergata. «I nomi diventano “di moda” con l'imitazione del vicino e dal sentire bello un nome dimenticato». Di qui il recupero di certi nomi “da vecchia zia” come Matilde. «Poi, da noi pesa ancora molto la tradizione familiare e religiosa». Non a caso, i nomi più diffusi per tutto il XX secolo sono stati Giuseppe e Maria.

Certo, capita che qualche proposta venga respinta, a volte si finisce addirittura davanti al giudice. Ma sono rarità da telegiornale. E le bizzarrie di certi figli di calciatori, vedi Cristofer con l'acca o senz'acca nel caso dei pupi, nell'ordine, di Antonio Cassano e Francesco Totti, restano, appunto, bizzarrie. Non sempre tollerate dai funzionari comunali. Qualche ufficio anagrafico in giro per l'Italia si rifiuta ancora di registrare il nome Asia per una neonata. E non cercate di rimediare proponendo come alternativa Andrea: in Italia sono vietati i nomi in cui il genere non è chiaro. «La nostra legislazione è abbastanza severa. Sicuramente molto di più che negli Stati Uniti, o in Gran Bretagna dove si può inventare praticamente qualsiasi nome», spiega Caffarelli. Altrimenti non si spiegherebbero Apple, la figlia di Gwyneth Paltrow o Moon Unit, scelto da Frank Zappa. Ma neppure Condoleeza, scelto nel 1954, nell'Alabama, dai coniugi Rice per la bimba che con George W. Bush sarebbe diventata segretario di Stato. Non è un nome ma una pronuncia: l'istruzione musicale “con dolcezza” detta da un'inglese suona così.

«Da noi è vietato mettere per nome un cognome. O un nome ridicolo. E anche un nome geografico» spiega Caffarelli. Di qui spiegate certe resistenze su Asia. «Aggirabili, in verità: in fondo si può dimostrare che Asia è diminutivo di Adelasia o magari di Anastasia e poi Asia è anche un personaggio mitologico oltre che un continente». Come Oceano, del resto. Ma chi avrebbe detto no a un rampollo di casa Agnelli?
Se la geografia è vietata all'anagrafe, nessun fan della Lega potrà dunque chiamare una figlia Padania? «Non escludo che qualcuno l'abbia fatto» commenta Caffarelli. «Siccome lo Stato dice che ufficialmente la Padania non esiste, potrebbe averla fatta franca...».
Qualcosa non torna: nonostante i divieti, nessuno al Campidoglio si è opposto a Chanel per la secondogenita di Totti (chissà, magari un impegato laziale ma sarà stato subito zittito). Non è un cognome, in fondo? Poi è pure un marchio… «In realtà in Francia è documentato anche come nome» spiega Caffarelli. «E poi il fatto che sia un marchio non vuol dire nulla: ho conosciuto il caso di una bambina che si chiama Lufthansa. La compagnia, dopo averlo saputo, voleva assegnare un premio alla famiglia: quasi un secondo trauma per questa bimba».

Ecco, i traumi da nome sbagliato: nei Paesi anglosassoni e nell'Europa del Nord i governi stanno introducendo divieti verso quelli che in futuro potrebbero creare problemi al bambino. Come il caso, statunitense, di Sinbin, letteralmente, la panca di penalità del rugby e dell'hockey. Oppure verso quelli che risultano offensivi verso i credenti dei vari culti (Jesuswept, letteralmente, pianto di Cristo). Insomma, dopo decenni di de-regulation ora si sta pensando di introdurre qualche regola. Anche perché, è dimostrato, i nomi influenzano le scelte future di chi li porta: uno studio americano ha rivelato come i Dennis hanno maggiori propabilità di diventare dentisti dei Walter. E tra le giovani promesse del calcio brasiliano c'è il 17enne Roberto Baggio Araujo Bastos: nel 1994 suo papà, incollato alla tv a guardare la finale dei mondiali Italia-Brasile, promise che se Baggio avesse sbagliato il rigore avrebbe chiamato come lui il figlio in arrivo. Appunto.]]>
Tue, 07 Feb 2012 17:48:36 +0100 Nomix.it NEWS