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Nomi Irlandesi

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1° puntata: ANNA LIVIA PLURABELLA E... JIMMY JOYCE

Gentili Amici
inauguriamo con questa prima puntata un passaggio sui nomi personali e non solo (anche toponomastica e denominazione di città) con origine storica, provenienza geografica e senso/significato nel mondo dei Celti (corrispondente all'odierna Irlanda, ma in parte anche Scozia, Bretagna, Cornovaglia, Galles e Isola di Man).

Lo spirito che ha mosso colei che scrive è una lunga, quanto fortunata e mai troppo adorata, permanenza proprio tra coloro che tali nomi e significati portano oggi giorno.

Vivere nel centro di Dublino e trovarsi, un 16 di Giugno qualunque (Bloomsday), mentre si cammina ordinariamente a far spese, travolti da un'intera parata di vecchietti con rotondi occhialini e la bombetta; significa vivere un'esperienza clamorosa. Attraversare poi un rivolo, anzi un fiume intero che porta il nome di una donna, dalle cui acque ogni giorno prende corpo e vita Anne Liffey, traduzione fin troppo letterale per Anna Livia - musa di James Joyce. Dublino è tuttora per i Dublinesi la Sporca (suadentissima) Vecchia Signora che Joyce vide per primo raffigurata tra le sue acque. Da quel giorno la pozza putrida, priva di un appellativo che la nobilitasse, ha la stessa voce e medesimo suono che il più illustre degli Irlandesi volle attribuirle: il fiume che attraversa tutta la città è per tutti il Liffey (è la capricciosa signora Livia). Ma non tutti sanno, forse, che questo non è un nome di pura fantasia per un Irlandese puro che visse ben 11 anni della sua esistenza nella "nostra" ventosa Trieste...
La sorda rabbia di James "Jimmy" Joyce per la sua città, per quel tributo, in forma di disprezzo, alla sua poetica da parte dei suoi contemporanei, ha prodotto lo sfavillante incontro con Hector Schmitz-Italo Svevo e, casualmente a Trieste, con l'Italia stessa.
Tornato per qualche tempo nell'amata e odiata madrepatria, tentava di esorcizzare i problemi per la pubblicazione del suo Dubliners (regolarmente rifiutato dagli editori) attraverso le corrispondenze e l'amicizia con un altro artista in Italia. Un Irlandese venticinquenne scoprì così il talento dell'allievo quasi quarantaseienne. Avvenne poi che Livia, sposa di Ettore Schmitz, emozionata, raccolse dal giardino alcune rose e le offrì a Joyce. L'omaggio fu ricambiato. Diventerà Anna Livia Plurabella in Finnegans Wake.

Cristina Castellucci

Rubrica a cura di Cristina Castellucci.
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