Storia della lingua giapponese

Per comprendere meglio il meccanismo di trascrizione, lettura e comprensione del significato dei nomi in giapponese, è fondamentale avere qualche informazione sulla lingua giapponese: la sua origine e le sue caratteristiche.

Intanto possiamo dire che a tutt'oggi non siamo in grado di dare certezze sull'origine della lingua giapponese perché strettamente connessa all'origine dello stesso popolo giapponese: rimangono ancora molti dubbi, ci sono teorie discordanti tra loro, e forse dovremo aspettare ancora molto tempo prima di svelare il mistero dell'origine del popolo giapponese. Per quando se ne sa, le prime tracce dell'uomo nell'arcipelago giapponese risalgono al periodo in cui il territorio che oggi corrisponde al Giappone era collegato al continente asiatico.

Siamo però in grado di classificare la lingua giapponese secondo alcune "categorie", mentre per quanto riguarda la scrittura, sappiamo che è di provenienza cinese. La lingua giapponese ha perciò subito un processo di ibridazione profondo a tutti i livelli, così che oggi essa non può dirsi né pura giapponese, né cinese, ma mista.

Il Giapponese è comunemente classificato tra le lingue agglutinanti: quelle che hanno la caratteristica della giustapposizione, dopo la radice, di affissi originariamente distinti che hanno la funzione di esprimere i rapporti grammaticali. Le principali lingue di questo tipo sono: turco, ungherese, finnico, mongolo.
Esempio di agglutinazione:
In giapponese:
tabe radice di "mangiare", tabenai "non mangiare", taberareru "poter mangiare", ecc.

Questo però non vuol dire che le lingue agglutinanti non abbiano flessioni. Per es. in giapponese i verbi e gli aggettivi si flettono prima di aggiungere un suffisso agglutinante.
La lingua cinese invece è definita flessiva: la parte flessa non è facilmente isolabile dalla radice della parola. Da questa differenza basilare avranno origine le difficoltà di interpretazione della scrittura cinese utilizzata per rendere la lingua giapponese.

1.Le origini della scrittura ideografica.

Secondo alcuni studiosi i primi segni di scrittura cinesi sono databili attorno al V millennio a.C., secondo altri durante l'ultima parte della dinastia Shang, cioè tra il XIV e l'XI secolo a.C.
La diversità delle posizioni sulla datazione della nascita degli ideogrammi dipende in gran parte da un problema di ordine linguistico: in quale epoca è possibile parlare di un sistema di scrittura cinese sufficientemente codificato? Per una scrittura basata, almeno agli stadi iniziali prevalentemente su pittogrammi, il problema della standardizzazione non deve essere stato di poco conto.

Comunque sia, le prime iscrizioni ideografiche risalenti al periodo di cui s'è detto sopra, sono iscrizioni oracolistiche incise su gusci di tartaruga o su ossa di animali. Esse contengono le domande (e talvolta le risposte) relative a pratiche divinatorie. Gli ideogrammi di questo periodo usano spesso più versioni per uno stesso segno. Più tarde sono le iscrizioni su vasi di bronzo. Esse si fanno risalire al periodo che va tra il XII e l'VIII secolo a.C. Anche la loro forma è variabile.

L'unificazione della scrittura cinese fu portata a termine durante il regno del primo imperatore della dinastia Qin, nel III secolo a.C. (tradizionalmente la data è fissata nel 221). In questo periodo si provvide alla standardizzazione dei pesi, delle misure, della moneta, e anche della scrittura. La quale, pur passando attraverso vari stili che ne hanno alterato in parte l'aspetto formale, è rimasta sostanzialmente la stessa fino ai nostri giorni.

Nel 121 d.C. fu portato a termine da Xu Shen il primo grande dizionario in cui per la prima volta si introduceva la classificazione degli ideogrammi secondo i criteri della loro formazione, che è ancora oggi quella maggiormente seguita dai linguisti. Vi si introducevano anche, per la prima volta i radicali per la ricerca degli ideogrammi, in numero di 541, poi ridotti col tempo agli attuali 214.

Informazioni tratte da:
- TOLLINI Aldo, Dispensa di Filologia e Storia della Lingua Giapponese, (2000-2001)
- TOLLINI Aldo e UEDA Hatsumi, I primi 100 kanji, Venezia 1994.

 

 

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