DATE DA RICORDARE 2 ISTANBUL

 

Il 29 maggio 1453, a coronamento trionfale di un attacco sferrato il 24 maggio, le truppe ottomane del giovane Sultano Maometto II entravano in Costantinopoli. Maometto assunse l’appellativo di Fātih,  il Conquistatore,  e fece uccidere il proprio consigliere Halīl Pascia, accusandolo di un atteggiamento eccessivamente prudente, per il fatto che  gli aveva sconsigliato quell’attacco, temendo la reazione delle potenze occidentali.

In realtà, pochi accorsero a morire per Costantinopoli: dopo un vano tentativo da parte dell’Imperatore di riunire la Chiesa d’Oriente la Chiesa d’Occidente, che sortì solo l’effetto di una sommossa popolare, solo un gruppo di italiani, capeggiati dal genovese Giovanni Giustiniani, difese la città. L’attacco iniziò tra il 21 e il 22 aprile. Dapprima, però, le cose non sembrarono andare molto bene per gli invasori: il primo attacco venne respinto, demoralizzando le truppe. Ma il derviscio Ak Shans ad-Dīn disse che lì vicino era stata ritrovata la tomba del guerriero arabo Abū Ayyūb Klālid ibn Zàide al-Ansāri, riaccendendo l’entusiasmo.

Il 29 maggio 1453 la caduta di Costantinopoli dava il colpo di grazia all’Impero Romano d’Oriente, da tempo agonizzante. Ma la Seconda Roma, definita così non solo per il ruolo che ricopriva, ma anche perché anche lei sorge su sette colli, non decadde, ma divenne capitale di un nuovo splendente Impero e nel XVIII secolo, con 600.000 abitanti, era la città più grande d’Europa. Solo nel 1923, dopo cinque anni di occupazione da parte delle truppe dell’Intesa (Francia e Inghilterra), con la nascita della Turchia, cessava di essere capitale.

Nel 1760 assunse il nome odierno, Istanbul, che deriverebbe da un’espressione greca: eistan polis, ecco la città! Ma potrebbe anche essere una semplice deformazione di Costantinopoli. Prima di essere Costantinopoli, nome che le aveva dato l’Imperatore Costantino, era Bisanzio, antichissima città greca il cui nucleo originario sorgeva intorno a un acropoli a nord-est della città.

Bisanzio, Costantinopoli, Istanbul, tre nomi per una capitale ultramillenaria, per una Nuova York eurasiatica, per una Città del Messico fumigante dei due mari, dove le navi minuscole e simili a barche di carta, tra le catene che marciscono nelle acque, scivolano sotto il ponte intercontinentale opera di Caronte, quando i ratti se la riprendono e i muezzin intonano il primo canto.[1]


[1] Nuova York…primo canto: cfr. Vinicio Capossela, “Stanbul” in Non si muore tutte le mattine, Feltinelli,, Milano, 2004, pp.251 e 253

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