DATE DA RICORDARE 3 25 LUGLIO

Per una volta, non parleremo del 25 luglio 1943 e della drammatica notte del Gran Consiglio del Fascismo, che segnò le sorti dell’Italia. Parlerò invece di un altro 25 luglio, quello del 1391.

Milano, sotto la guida del Duca Gian Galeazzo, si sta espandendo sempre di più e ai Fiorentini la cosa non garba assai. Allora cercano di scatenare il re di Francia, Carlo VI, contro Milano. Ma tra Francia e Milano c’era un’alleanza, rafforzata anche dal fatto che la bella e colta Valentina è sposata con Luigi d’Orleans, fratello del re. E ha portato una dote non indifferente: Asti e un po’ d’oro, un po’ d’argento e qualche gioiello, in modo da riempire di meraviglia la corte di Francia.[1]

All’appello dei Fiorentini rispondono però i vari figli dello zio di Gian Galeazzo, il defunto Bernabò. Bernabò era uno che amava i cani e fare figli, non necessariamente con la stessa donna.

Ma quello che rispose di più fu un cavaliere francese, Giovanni d’Armagnac, cognato di Carlo Visconti , figlio (illegittimo) di Bernabò. Giovanni scese in Italia con un manipolo di mercenari, col divieto del Re, ma col permesso della Regina Isabella, parente in linea materna di Bernabò.

Giovanni scese in Italia e nelle campagne astigiane,  affrontò le truppe milanesi guidate fa Jacopo dal Verme e riportò una sconfitta. Inoltre, venne pure catturato e morì prigioniero.

Era il 25 luglio, San Cristoforo.

Qualche anno dopo, nel 1404, per rispettare il voto fatto a San Cristoforo durante la peste, venne costruita la Cappella Ducale. In onore della vittoria del 25 luglio  1391 venne intitolata a San Cristoforo (al quale, tra l’altro, era stata anche promessa).

 

Ma siccome quel giorno è dedicato pure a Giovanni, Cristina e Giacomo, per non fare torto a nessuno, la cappella venne dedicata anche a loro tre.

 


[1] Alfredo Bosisio, Storia di Milano, Aldo Martello Editore, Milano, 1969, p.153

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